Una nuova squadra di altissimo profilo per sbloccare e accelerare le opere pubbliche in Sicilia. Si è insediata oggi la nuova Commissione regionale dei Lavori pubblici, l'organo tecnico-consultivo chiamato a esprimere pareri obbligatori sui progetti di competenza della Regione con importi superiori ai 20 milioni di euro. Un organismo che il governo Schifani ha voluto rinnovare profondamente, puntando su competenze interdisciplinari e su una composizione che per la prima volta include un geologo, segnale di un approccio più attento alla complessità del territorio e alle sfide poste dai cambiamenti climatici.
A ufficializzare l'avvio dei lavori della nuova Commissione è stato l'assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, che ha parlato di "una nuova stagione per le opere in Sicilia, in linea con gli obiettivi del governo Schifani orientati alla velocizzazione delle procedure". Una dichiarazione che non ha il sapore della semplice formula di rito, ma che si inserisce in un contesto preciso: quello di una Regione che da anni lotta con tempi lunghissimi per la realizzazione di strade, ponti, ferrovie e opere idriche, e che ora tenta di dare una scossa al sistema con scelte di merito e di metodo.
I cinque consulenti tecnico-giuridici nominati sono personalità di spicco del mondo accademico e della magistratura amministrativa. Si tratta dell'avvocato Carlo Modica de Mohac di Grisì, giurista che attualmente siede come presidente del Tar Friuli Venezia Giulia; della geologa Chiara Cappadonia; degli ingegneri Liborio Cavaleri e Fabio Neri, entrambi strutturisti con solide carriere universitarie; e del geotecnico Francesco Castelli. A questi si aggiunge, come consulente aggregato, l'architetto Carmelo Galati, esperto in pianificazione urbanistica dell'Università di Palermo. Un parterre che copre discipline complementari – geologia, geotecnica, ingegneria strutturale, diritto amministrativo e urbanistica – e che garantisce una visione a 360 gradi delle problematiche progettuali.
"Mi preme sottolineare l'elevata professionalità dei cinque membri della Commissione per la parte tecnico-giuridica – ha aggiunto Aricò – composta da docenti incardinati nelle Università di Palermo, Catania ed Enna, e da un giurista che è anche attuale presidente del Tar Friuli Venezia Giulia. Sono certo che sapranno portare il loro bagaglio di studio ed esperienza al servizio dell'infrastrutturazione dell'Isola". Un messaggio chiaro: non si tratta di una nomina politica, ma di una scelta tecnica orientata a elevare il livello qualitativo delle valutazioni sui grandi progetti.
La novità più rilevante, sottolineata con orgoglio dall'assessore, è l'ingresso di un geologo in seno alla Commissione. "Per la prima volta – ha precisato Aricò – abbiamo introdotto la presenza di un geologo, in modo che gli aspetti geologici possano essere analizzati contestualmente a quelli geotecnici, tenendo conto, oltre che della morfologia dei territori, anche dei cambiamenti climatici che incidono sull'ambiente". Una svolta che risponde a una esigenza concreta: la Sicilia è una regione ad alta complessità geomorfologica, segnata da frane, alluvioni, dissesto idrogeologico e, sempre più spesso, da eventi meteorologici estremi. Valutare la fattibilità di un'opera senza una competenza geologica strutturata significa correre il rischio di progettare sul vuoto, con conseguenti ritardi, varianti in corso d'opera e, nei casi peggiori, crolli o danni ambientali. La scelta del governo regionale è quindi quella di anticipare i problemi sul tavolo della progettazione, anziché subirli in fase esecutiva.
A presiedere la nuova Commissione è il dirigente generale del Dipartimento regionale Tecnico, Duilio Alongi, figura di lunga esperienza nell'ambito delle infrastrutture pubbliche. Oltre ai cinque consulenti e all'architetto aggregato, fanno parte dell'organo anche i dirigenti generali dei dipartimenti Infrastrutture, Ambiente e Urbanistica, l'avvocato generale della Regione e il dirigente del servizio dell'ufficio del Genio civile competente per territorio. Una composizione che riflette la volontà di rendere la Commissione non un organo isolato, ma un luogo di sintesi tra le diverse anime della pubblica amministrazione regionale, dalla tutela ambientale alla pianificazione territoriale, fino alla legalità e alla conformità giuridica dei progetti.
Nel suo intervento, l'assessore Aricò ha voluto anche ringraziare i membri uscenti – gli ingegneri Gaetano Buffa e Fortunato Romano e l'avvocato Vincenzo Minnella – per il lavoro svolto negli anni precedenti, riconoscendo il valore del loro contributo in una fase in cui la Commissione ha spesso operato in condizioni di difficoltà e di scarsità di risorse. Un passaggio di testimone che l'assessore ha voluto segnare con gratitudine, ma anche con lo sguardo rivolto al futuro: la partita delle infrastrutture in Sicilia è troppo importante per fermarsi a metà del guado.
Il nuovo corso della Commissione regionale Lavori pubblici si apre dunque con ambizioni elevate: ridurre i tempi di approvazione, migliorare la qualità progettuale, integrare le competenze tecniche e ambientali, e restituire all'Isola quel ritmo di realizzazione delle opere che da troppo tempo manca. Resta ora da vedere se la ricetta funzionerà, ma la scommessa del governo Schifani è chiara: investire sulle persone e sulla preparazione, per trasformare le criticità in opportunità e i cantieri in realtà concreti per i cittadini siciliani.


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