News | 27 luglio 2026, 14:22

Dissesto idrogeologico, Schifani incontra l'Ordine dei Geologi: "Più professionisti nella pianta organica della Regione"

A Palazzo d'Orléans il presidente riceve Mozzicato e Talmi. Impegno a rafforzare il ruolo dei geologi nella pianificazione urbanistica e nelle opere pubbliche per fronteggiare frane ed erosione

Dissesto idrogeologico, Schifani incontra l'Ordine dei Geologi: "Più professionisti nella pianta organica della Regione"

Un segnale concreto di attenzione verso un tema che la Sicilia conosce fin troppo bene. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha ricevuto questo pomeriggio a Palazzo d'Orléans il presidente dell'Ordine regionale dei Geologi di Sicilia, Paolo Mozzicato, e il tesoriere Salvatore Talmi, in un incontro che ha messo al centro il dissesto idrogeologico e la necessità di rafforzare le competenze tecniche all'interno della macchina amministrativa regionale .

Il colloquio, definito cordiale e interlocutorio, ha rappresentato un momento di confronto su una questione che tocca da vicino la quasi totalità dei comuni siciliani. I dati parlano chiaro: secondo l'ultimo rapporto Ispra, il 94,5% dei comuni italiani è esposto al rischio di frane, alluvioni, erosione o valanghe, e la Sicilia non fa eccezione . Nell'Isola, il 90% dei distretti presenta almeno un'area classificata a rischio frana molto elevato, con il Palermitano che detiene il primato regionale per superficie esposta a pericolo elevato o molto elevato . Un quadro che richiede risposte strutturali e non più emergenziali.

Nel corso dell'incontro, Schifani ha sottolineato l'importanza di coinvolgere i geologi in modo più incisivo sia nella pianificazione urbanistica che nelle fasi di studio e progettazione delle opere pubbliche . L'obiettivo è duplice: garantire la sicurezza del territorio e mitigare i rischi naturali, a partire da frane ed erosione costiera, fenomeni che negli ultimi anni hanno causato danni ingenti e, purtroppo, anche vittime .

La novità più rilevante emersa dalla visita di cortesia riguarda il fronte delle assunzioni. Il governatore ha annunciato che, in vista della prossima programmazione del personale, il governo regionale intende prevedere nella pianta organica dell'amministrazione l'inserimento di un maggior numero di geologi . Un impegno che risponde a una carenza strutturale più volte segnalata dagli stessi professionisti: la pubblica amministrazione siciliana fatica a reperire figure tecniche specializzate, tanto che la struttura commissariale per il dissesto idrogeologico ha dovuto attivare bandi per professionisti esterni dopo che un interpello tra i funzionari regionali era andato quasi deserto .

La richiesta dell'Ordine, peraltro, non si limita alle assunzioni. Negli ultimi mesi, i geologi hanno spinto per un ruolo più attivo già in fase di progettazione degli interventi, proponendo alla Struttura commissariale un protocollo d'intesa che prevede la figura del direttore operativo geologo per l'esecuzione dei lavori . Un'ipotesi accolta con favore dal direttore della Struttura, Sergio Tumminello, che ha dato mandato agli uffici di approfondirne i contenuti.

L'incontro di oggi si inserisce in un percorso di avvicinamento tra Regione e geologi che sembra aver trovato una nuova sintonia. La nomina, pochi giorni fa, della geologa Chiara Cappadonia nella nuova Commissione regionale dei Lavori pubblici – per la prima volta con un geologo tra i consulenti – va nella stessa direzione: portare le competenze scientifiche al centro delle scelte infrastrutturali . Una scelta che Schifani aveva già anticipato pochi giorni fa, e che oggi trova un ulteriore riscontro nell'impegno sulle assunzioni.

Resta da definire il cronoprogramma concreto delle nuove immissioni in organico, ma la volontà politica sembra tracciata. In una regione dove il dissesto idrogeologico non è un'emergenza futura ma una condizione attuale e diffusa, investire sui geologi significa scegliere la prevenzione anziché l'emergenza, la pianificazione anziché l'improvisazione . Come ricordato più volte dall'Ordine, "la sicurezza del territorio deve essere una priorità", e le parole di oggi a Palazzo d'Orléans, se tradotte in atti, potrebbero rappresentare un cambio di passo atteso da decenni .

Redazione