News | 09 luglio 2026, 10:00

Previdenza complementare, nuove regole per il TFR: dal 1° luglio cambia la scelta dei neoassunti

Scatta l'adesione automatica ai fondi pensione per i lavoratori privati assunti dal 1° luglio 2026. Ridotto a 60 giorni il termine per decidere la destinazione del TFR. Nuovi adempimenti anche per imprese e datori di lavoro.

Previdenza complementare, nuove regole per il TFR: dal 1° luglio cambia la scelta dei neoassunti

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti da questa data. La riforma, introdotta dalla legge di Bilancio 2026 e chiarita dalle FAQ del Ministero del Lavoro, modifica in modo significativo la disciplina del Trattamento di fine rapporto (TFR), riducendo da sei mesi a 60 giorni il tempo entro cui il lavoratore deve scegliere se destinare il TFR a un fondo pensione oppure mantenerlo in azienda o nel Fondo Tesoreria Inps, quando previsto.

Tempi ridotti e adesione automatica
La principale novità riguarda il meccanismo di adesione. Se entro 60 giorni dall'assunzione il lavoratore non comunica alcuna scelta, il TFR maturando confluisce automaticamente nella forma pensionistica collettiva prevista dal contratto applicato in azienda. Insieme al TFR vengono versati anche il contributo del datore di lavoro e quello del dipendente nelle misure fissate dalla contrattazione collettiva. Restano esclusi dal nuovo sistema i dipendenti pubblici, i lavoratori domestici e, salvo diverse disposizioni attuative, gli intermittenti. Per gli assunti fino al 30 giugno 2026 continua invece ad applicarsi il precedente regime del silenzio-assenso con sei mesi di tempo per decidere. Nei casi in cui siano presenti più fondi pensione di riferimento, la destinazione automatica avviene verso quello con il maggior numero di iscritti in azienda; in assenza di fondi collettivi opera la forma pensionistica residuale individuata dal decreto ministeriale.

Gli effetti per imprese, PMI e lavoratori
Le nuove regole comportano anche maggiori adempimenti organizzativi per aziende, piccole e medie imprese e consulenti del lavoro, chiamati a fornire l'informativa ai neoassunti e a raccogliere le dichiarazioni necessarie sulla posizione previdenziale del dipendente. La normativa distingue inoltre tra lavoratori alla prima esperienza e chi ha già maturato precedenti rapporti di lavoro con adesione a un fondo pensione. Per questi ultimi, la destinazione del TFR alla previdenza complementare resta generalmente confermata. La riforma amplia inoltre le possibilità di utilizzo della posizione individuale, mantenendo le anticipazioni fino al 75% per spese sanitarie e acquisto della prima casa e introducendo nuove modalità di erogazione delle prestazioni pensionistiche complementari previste dalla legge di Bilancio 2026, con l'obiettivo di rafforzare il secondo pilastro del sistema previdenziale italiano.

Mario Gentile