Una doppia inaugurazione che trasforma Matera in un crocevia nazionale della ricerca e della divulgazione scientifica. Nella giornata di oggi, allo SPARKme Space Academy, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha ufficialmente aperto le porte della mostra permanente "Macchine del Tempo", mentre contestualmente ha preso il via la XV edizione della Scuola Nazionale Estiva di Astronomia. A presiedere l'apertura del duplice evento è stato l'assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, che ha portato il saluto istituzionale a ricercatori, studenti e organizzatori.
L'inaugurazione rappresenta un momento di particolare rilievo per il territorio lucano. Dopo aver riscosso successo a Roma e Torino, la mostra permanente dell'INAF approda ora in Basilicata, attestando la capacità della regione di attrarre e ospitare patrimoni scientifici di rilevanza nazionale. Lo SPARKme Space Academy, antica area industriale di La Martella sapientemente riqualificata in un polo di oltre quattromila metri quadrati dedicato alla divulgazione e alle discipline STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica), si conferma così non solo come spazio fisico, ma come ecosistema culturale vivo e pulsante.
"Guardare lontano nello spazio – ha dichiarato l'assessore Latronico nel suo intervento – significa, letteralmente, guardare indietro nel tempo. Oggi, grazie all'Istituto Nazionale di Astrofisica e allo SPARKme Space Academy, Matera diventa la casa permanente di queste straordinarie Macchine del Tempo". Le sue parole hanno voluto sottolineare il valore simbolico e concreto dell'iniziativa: la scienza non è un sapere astratto, ma uno strumento per comprendere le origini dell'universo e, insieme, per costruire il futuro. La scelta di Matera come sede di questa esposizione permanente, dopo le tappe nelle capitali culturali italiane, rappresenta un segnale chiaro della volontà della regione di posizionarsi sulla mappa dell'innovazione nazionale.
Ma l'evento di oggi ha avuto un doppio respiro, proiettato sia verso la memoria cosmica custodita nei telescopi e nelle sonde spaziali, sia verso il futuro rappresentato dai giovani partecipanti alla Scuola Nazionale Estiva di Astronomia. Venticinque ragazzi, provenienti da diverse regioni italiane, inizieranno oggi un percorso formativo intenso e stimolante, guidato dai ricercatori dell'INAF in uno dei contesti più suggestivi e all'avanguardia del Mezzogiorno. Per loro, Matera diventerà per alcuni giorni un laboratorio a cielo aperto, dove la teoria si intreccia con la pratica e dove l'antica sapienza dei luoghi si sposa con le frontiere più avanzate della fisica e dell'astrofisica.
L'assessore Latronico, nel suo discorso, ha voluto tracciare un ponte ideale tra la ricerca scientifica e le politiche sociali e sanitarie di cui è titolare. Un collegamento che potrebbe apparire inedito, ma che egli ha saputo motivare con forza. "Quando parliamo di salute e di politiche della persona – ha spiegato – il nostro pensiero va spesso agli ospedali e alle cure. Ma il benessere profondo di una comunità nasce prima di tutto dall'educazione, dalla conoscenza e dalla capacità di alimentare la curiosità delle nuove generazioni". In questa prospettiva, investire nella cultura scientifica e nelle discipline STEAM non è un'attività accessoria o un lusso culturale, ma un'autentica politica di prevenzione e di sviluppo umano. Formare professionisti preparati e cittadini consapevoli significa infatti dotare la comunità degli strumenti intellettuali per affrontare le sfide complesse del presente, dai cambiamenti climatici alle transizioni energetiche e digitali.
L'impegno della Regione Basilicata, come ha ribadito l'assessore, va proprio nella direzione di strutturare un ecosistema favorevole alla crescita della ricerca e dell'innovazione. Un obiettivo che si intreccia con una delle questioni più urgenti per il Mezzogiorno: il contrasto alla fuga dei cervelli e la creazione di opportunità per i giovani. "Vogliamo strutturare un ecosistema favorevole che permetta a ricerca e innovazione di crescere qui – ha affermato Latronico – creando le condizioni per trattenere i giovani nella nostra terra". Le parole dell'assessore, rivolte in particolare ai venticinque allievi della scuola estiva, sono state un esplicito invito a non considerare la scienza come una meta lontana, ma come un percorso possibile e desiderabile anche in Basilicata. "La scienza nasce dalla curiosità – ha concluso Latronico rivolgendosi direttamente ai ragazzi – e la Basilicata ha bisogno del loro talento e delle loro idee".
La mostra "Macchine del Tempo", che da oggi arricchisce in modo permanente l'offerta dello SPARKme, non è una semplice esposizione di strumenti tecnologici. È piuttosto un viaggio attraverso gli strumenti che gli astronomi utilizzano per scandagliare l'universo e, di fatto, per viaggiare indietro nel tempo, osservando la luce di stelle e galassie lontane milioni o miliardi di anni. Un concetto affascinante che unisce la fisica più avanzata alla poesia della scoperta. Che questo patrimonio trovi casa a Matera, in un ex opificio industriale trasformato in avamposto del futuro, è un segnale eloquente della vitalità culturale e della capacità di rigenerazione di un territorio che non smette di sorprendere.
Con l'avvio della XV edizione della Scuola Nazionale Estiva, inoltre, Matera si conferma hub formativo per le nuove leve dell'astronomia italiana, offrendo un'occasione unica di confronto, apprendimento e ispirazione. L'iniziativa di oggi rappresenta dunque un tassello di un disegno più ampio, che vede la Basilicata investire sulla conoscenza come motore di sviluppo sociale ed economico, nella convinzione che il futuro si costruisca anche e soprattutto attraverso lo sguardo rivolto alle stelle.


Redazione



