L'ecosistema tecnologico italiano compie un ulteriore salto di qualità. Non più solo startup emergenti e promesse per il futuro, ma aziende strutturate, con ricavi significativi e una chiara traiettoria di crescita verso il miliardo di euro di valutazione. È questo il fenomeno raccontato dall'Italian Tech Landscape 2026, il principale report sul settore tecnologico italiano realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, che quest'anno introduce una novità destinata a fare discutere: la categoria dei "Soonicorn".
Il termine, fusione tra "soon" (presto) e "unicorn", identifica quelle scaleup già consolidate, con modelli di business solidi, fatturati importanti e mercati di riferimento sufficientemente ampi da poter ambire al traguardo del miliardo. E la prima edizione della classifica dei Soonicorn italiani ha già svelato i nomi dei nove protagonisti che guidano questa nuova frontiera dell'innovazione made in Italy. Complessivamente, le nove aziende fatturano 354 milioni di euro, un numero che testimonia come il tech italiano abbia definitivamente superato la fase delle promesse per entrare in quella della maturità industriale.
Al vertice della classifica troviamo Unobravo, la piattaforma italiana specializzata nella psicologia online, che con 124 milioni di euro di ricavi si aggiudica il primo posto. Segue BizAway, società attiva nel business travel management B2B, con 116 milioni, e Musixmatch, il più grande database mondiale di testi musicali, con 75 milioni. Le prime tre aziende concentrano da sole quasi il 90 per cento dei ricavi complessivi dell'intero gruppo, evidenziando una forte polarizzazione del mercato verso player sempre più strutturati e capaci di dominare i propri segmenti di riferimento.
Completano la classifica dei Soonicorn italiani CoreView (software di gestione e sicurezza per Microsoft 365), D-Orbit (servizi di trasporto e logistica spaziale), Buzzoole (piattaforma di influencer marketing), Leaf Space (servizi di connettività per satelliti), Exein (cybersecurity per dispositivi IoT) e Akamas (ottimizzazione automatica delle prestazioni applicative). Un panorama eterogeneo, che spazia dalla space economy alla cybersecurity, passando per il cloud management, l'intelligenza artificiale, la creator economy e il software enterprise. E il gruppo è destinato ad allargarsi: nelle ultime settimane, realtà come WeRoad e Lexroom hanno raccolto round di finanziamento che le pongono già in pole position per entrare presto in questa élite.
"Questi nove nomi dimostrano che il tech italiano ha superato la fase delle sole promesse ed è entrato in quella della maturità industriale", spiega Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy. "Parliamo di aziende che generano valore reale, occupazione qualificata e competitività internazionale. I Soonicorn rappresentano oggi il segmento più vivo del nostro ecosistema e il prossimo unicorno italiano è probabilmente già tra loro." Un'affermazione che trova conferma nella metodologia utilizzata per l'identificazione delle aziende, basata su parametri quali la crescita dei ricavi, la dimensione del mercato di riferimento, il posizionamento competitivo e i benchmark di valutazione settoriali.
Il fenomeno dei Soonicorn, del resto, non è circoscritto all'Italia. Secondo i dati pubblicati dal professor Ilya Strebulaev della Stanford Graduate School of Business, nel mondo esistono oltre 4.400 Soonicorn distribuiti in più di 77 paesi. A guidare la classifica globale sono gli Stati Uniti con 2.194 aziende, pari al 49 per cento del totale, seguiti dalla Cina con 1.030 (21 per cento) e dal Regno Unito con 222 (5 per cento). Completano la top 10 India (174), Francia (106), Germania (79), Canada (64), Israele (59), Giappone (45) e Spagna (45). In questo contesto, l'Italia si colloca al 15° posto mondiale con 34 Soonicorn in totale, sesta in Europa dopo Regno Unito, Francia, Germania, Svezia (39) e Spagna, e davanti a paesi come Australia (33), Belgio (27), Paesi Bassi (23) e Svizzera (22). Un posizionamento che conferma la crescente autorevolezza dell'ecosistema tech italiano anche sul palcoscenico internazionale.
A sostenere questa crescita è anche il rapido ampliamento dell'intero panorama tecnologico nazionale. L'Italian Tech Landscape 2026 censisce infatti oltre 1.000 soluzioni tech distribuite in più di 20 categorie, a testimonianza della crescente varietà e specializzazione del comparto. Un segnale chiaro che l'innovazione made in Italy non è più un fenomeno di nicchia, ma una realtà industriale in piena espansione, capace di attrarre talenti, investimenti e attenzione globale.
"L'introduzione del segmento Soonicorn rappresenta un ulteriore passo evolutivo – conclude Brigida –: non più soltanto startup emergenti, ma aziende che iniziano a mostrare dimensioni, ricavi e capacità competitive tipiche dei grandi player internazionali. La vera sfida adesso è creare le condizioni affinché queste realtà possano continuare a crescere in Italia e diventare campioni globali." Una sfida che passa attraverso politiche di sostegno all'innovazione, accesso al capitale e capacità di trattenere i talenti. Ma i numeri, oggi, dicono che il percorso è tracciato e che il tech italiano è pronto a giocarsi le sue carte sul tavolo mondiale.


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