Bentornati al nostro appuntamento dedicato al turismo. Oggi approfondiamo il ruolo dell’EU ETS, il sistema europeo di scambio delle emissioni, un cambiamento destinato a incidere sui costi della mobilità, sulle strategie di sostenibilità e sulla competitività delle destinazioni turistiche.
Quando si parla di European Emissions Trading System (EU ETS), molti operatori del turismo tendono a considerarlo un tema riservato all'industria pesante, alle centrali elettriche o alle grandi aziende legate all’energia.
In realtà, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione sta diventando un fattore sempre più rilevante anche per la filiera turistica, influenzando il costo dei trasporti, gli investimenti nella sostenibilità e, indirettamente, la competitività delle destinazioni.
Comprendere come funziona questo strumento significa quindi prepararsi ai cambiamenti che stanno interessando il mercato europeo e che avranno un impatto crescente sulle imprese del settore.
L'European Emissions Trading System è il principale meccanismo attraverso il quale l'Unione europea attribuisce un prezzo alle emissioni di anidride carbonica.
Nato nel 2005, il sistema si basa sul principio del "cap and trade", grazie al quale Bruxelles stabilisce un tetto massimo alle emissioni consentite nei settori interessati e distribuisce o mette all'asta quote che autorizzano l'emissione di una tonnellata di CO₂ equivalente.
Le imprese che riducono le proprie emissioni possono vendere le quote inutilizzate; quelle che superano i limiti devono invece acquistarne di aggiuntive sul mercato. Il risultato è un incentivo economico a investire in tecnologie più efficienti e a ridurre progressivamente l'impatto ambientale.
Il primo ambito riguarda i trasporti. L'aviazione è già inclusa nel sistema europeo per i voli all'interno dello spazio economico europeo e il trasporto marittimo sta entrando progressivamente nel meccanismo.
Questo significa che compagnie aeree e operatori navali dovranno sostenere costi legati alle emissioni, con possibili ripercussioni sulle tariffe di voli, traghetti e crociere.
Per molte destinazioni, soprattutto quelle insulari o fortemente dipendenti dal traffico aereo internazionale, il costo della mobilità rappresenta un elemento strategico della competitività.
A livello globale, il trasporto aereo è responsabile di circa il 2/3% delle emissioni di CO₂ (IPCC, 2018), mentre nell'Unione europea tale quota aveva raggiunto circa il 4,4% nel 2019.
Oltre alle emissioni di CO₂, l'aviazione contribuisce al riscaldamento globale attraverso la formazione di scie di condensazione persistenti e di nubi cirriformi che intrappolano il calore nell'atmosfera.
Insieme ad altri fattori, questi fenomeni aumentano l'impatto climatico del trasporto aereo fino a tre volte rispetto al solo effetto delle emissioni di CO₂.
Il turismo internazionale è particolarmente interessato da questi effetti ambientali negativi, poiché comporta generalmente spostamenti transfrontalieri ad elevata intensità energetica.
Una quota significativa delle emissioni climalteranti associate al turismo deriva infatti dal settore dei trasporti e, soprattutto, dall'aviazione, che è responsabile di circa il 40% delle emissioni complessive di CO₂ generate dal comparto turistico.
L'evoluzione dell'EU ETS si inserisce all'interno della più ampia strategia europea di decarbonizzazione.
Questo significa che le imprese turistiche saranno chiamate sempre più spesso a dimostrare il proprio impegno nella riduzione delle emissioni, non solo per rispettare eventuali futuri obblighi normativi, ma anche per rispondere alle richieste del mercato.
I viaggiatori, in particolare quelli internazionali e appartenenti alle nuove generazioni, mostrano una crescente attenzione verso la sostenibilità delle destinazioni e delle strutture ricettive.
Parallelamente, tour operator, grandi aziende e organizzatori di eventi stanno introducendo criteri ambientali sempre più stringenti nella selezione dei propri fornitori.
Per questo motivo la capacità di misurare e ridurre la propria impronta climatica può trasformarsi in un elemento distintivo dell'offerta turistica.
La revisione dell'EU ETS, prevista dal pacchetto europeo "Fit for 55", porterà a un progressivo irrigidimento delle politiche climatiche e all'estensione dei meccanismi di carbon pricing a nuovi comparti economici.
Questo significa che sarà necessario monitorare con attenzione l'evoluzione normativa, pianificare investimenti in efficienza energetica e valutare modelli di gestione sempre più orientati alla sostenibilità.
News | 05 agosto 2026, 12:00
EU ETS: la CO₂ cambia i conti del turismo!
Il sistema europeo di scambio delle emissioni sta cambiando anche il modo in cui viaggiamo e il futuro delle destinazioni turistiche.
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Zaki Lombardo



