News | 16 aprile 2026, 14:15

Frana Petacciato, l’allarme di Proger: «Senza prevenzione l’Italia paga il conto più salato»

Il CEO Lombardi: «Monitorare per predire, predire per prevenire. Ogni euro investito oggi riduce i costi futuri delle emergenze»

Frana Petacciato, l’allarme di Proger: «Senza prevenzione l’Italia paga il conto più salato»

Roma – La frana che ha colpito Petacciato, in Molise, riaccende i riflettori su una delle debolezze croniche del nostro Paese: la fragilità infrastrutturale e l’assenza di una cultura sistematica della prevenzione. Non si tratta più di un episodio isolato, avvertono gli esperti, ma di un modello strutturale in cui l’Italia continua a intervenire dopo il disastro, invece di anticipare il rischio.

A lanciare l’allarme è Proger, la società incaricata delle attività di sorveglianza della rete di Autostrade per l’Italia, che proprio in Molise ha potuto constatare da vicino l’efficacia di un intervento tempestivo. «In meno di 40 ore il ponte è stato riaperto – ha dichiarato Marco Lombardi, CEO di Proger, a margine dell’evento “Un piano per l’Italia” organizzato da ANCE con la direzione di Francesco Rutelli – grazie a una politica di adattamento e al monitoraggio delle infrastrutture». Un risultato positivo, ma che non deve far dimenticare il problema di fondo.

Secondo Lombardi, la vera sfida è cambiare paradigma: «Bisogna agire sulla difesa del suolo con interventi strategici, per evitare di dover riparare. Serve una manutenzione concreta e continuativa. La normalità oggi è il cambiamento continuo: monitorare per predire, predire per prevenire. Questa è la direzione della nuova ingegneria».

L’evento di Petacciato, definito da Proger tra i più rilevanti degli ultimi anni in Europa per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, ha messo in luce come l’assenza o l’insufficienza della manutenzione trasformi danni controllabili in veri e propri disastri. «La manutenzione è un’attività silenziosa e invisibile – ha sottolineato Lombardi – finché non viene a mancare. Allora esplode in tutta la sua assordante evidenza».

L’approccio emergenziale, avverte l’amministratore delegato di Proger, non è più sostenibile né sul piano della sicurezza né su quello economico. «Dobbiamo passare a un utilizzo sistematico di strumenti predittivi e algoritmi in grado di anticipare i fenomeni di dissesto e guidare le decisioni operative. Prevenire è l’unica soluzione realmente efficace ed economicamente sostenibile: ogni euro investito in prevenzione riduce i costi futuri di riparazione».

Il messaggio che arriva dalla Conferenza “Città nel futuro 2030-2050” è chiaro: l’Italia non può più permettersi di inseguire le emergenze. La fragilità idrogeologica del territorio, che colpisce direttamente mobilità, economia e continuità produttiva, richiede un piano strutturale e programmato. «Non possiamo più permetterci di inseguire le emergenze – ha concluso Lombardi – la normalità è governare il cambiamento».

Redazione