Roma. Le piccole e medie imprese italiane vogliono l’Intelligenza Artificiale, ma faticano a trasformare l’entusiasmo in risultati di bilancio. È il quadro che emerge da una ricerca condotta da Grenke Italia, società leader nel noleggio operativo di beni strumentali, su un campione di aziende clienti e partner commerciali.
Lo studio rivela una fotografia a due facce. Da un lato, cresce la consapevolezza: il 45% delle imprese ha già individuato ambiti concreti in cui l’AI può generare valore, e il 62% la considera un’opportunità. Dall’altro, solo il 32% collega già l’intelligenza artificiale a obiettivi di business tangibili come l’efficienza operativa o la crescita del fatturato. Un altro 35% ammette di farlo solo in parte, mentre il restante 32% non ha ancora stabilito alcun collegamento tra investimenti tecnologici e ritorni economici.
Non va meglio sul fronte della governance. Poco più di quattro aziende su dieci (42%) possono contare su una figura che guidi le iniziative legate all’AI. Nella maggior parte dei casi, però, queste attività sono gestite senza un coordinamento formale, quando addirittura non esiste nessuno che se ne occupi in modo strutturato.
Il dato più eclatante riguarda il divario dimensionale. Secondo le stime citate nel rapporto, solo il 15% delle medie imprese e il 7% delle piccole ha avviato progetti di intelligenza artificiale, contro il 71% delle grandi aziende. Un abisso che rischia di allargare la forbice competitiva tra chi può investire in tecnologia d’avanguardia e chi invece resta indietro.
Proprio per superare questo scoglio, Grenke Italia rilancia il modello del noleggio operativo. Un mercato che nel Belpaese supera già 1,5 miliardi di euro e che ora si estende idealmente anche ai software e alle piattaforme di AI. L’idea è semplice: affittare l’intelligenza artificiale come si affitta un macchinario o un veicolo aziendale, evitando l’esborso iniziale e proteggendosi dall’obsolescenza tecnologica.
«Il noleggio operativo strumentale consente alle aziende di innovare senza immobilizzare capitale, garantendo al tempo stesso maggiore flessibilità e aggiornamento continuo», spiega Aurelio Agnusdei, country manager di Grenke Italia. «È proprio sul divario tra grandi e piccole imprese che questa formula gioca un ruolo abilitante, consentendo l’accesso a tecnologie scalabili senza impatti sull’indebitamento».
A rendere il mercato più dinamico ci pensano i numeri. L’AI in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con un balzo del 50% rispetto all’anno precedente. A trainare la corsa è soprattutto la Generative AI, che da sola vale il 46% del comparto. E i segnali per il 2026 sono altrettanto incoraggianti: gli investimenti nel settore del noleggio sono cresciuti del 3,5% nel primo trimestre.
In questo contesto si inserisce la nuova partnership tra Grenke Italia ed Expert.ai, finalizzata a semplificare e velocizzare i processi di contrattualizzazione grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale all’analisi dei documenti e alla gestione delle informazioni. Un accordo che punta a rendere più snelli e accessibili i percorsi di adozione tecnologica per le PMI.
Grenke ha scelto di partecipare alla recente AI Week per rafforzare la propria presenza nella comunità dell’innovazione. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’interesse crescente – che riguarda ormai quasi tutte le imprese – in un vantaggio competitivo reale. «Il nostro settore si conferma una leva centrale per l’evoluzione digitale – conclude Agnusdei – e le PMI vogliono dotarsi delle migliori tecnologie scegliendo formule flessibili ed efficienti».


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