News | 31 maggio 2026, 14:45

Dalla Puglia al cielo d'Europa: Radica porta il carbon farming mediterraneo nel portafoglio climatico di Lufthansa

La startup di Ostuni (già Alberami) vola anche nella classifica Sifted 100 Southern Europe 2026. Oltre 25mila ettari gestiti, 84mila tonnellate di CO₂ rimosse e un accordo triennale con il colosso dell'aviazione tedesco

Dalla Puglia al cielo d'Europa: Radica porta il carbon farming mediterraneo nel portafoglio climatico di Lufthansa

Ostuni (Brindisi). C'è un pezzo di Puglia che aiuterà il più grande gruppo aereo europeo a compensare le proprie emissioni. Si chiama Radica (nata come Alberami), è una società benefit con sede a Ostuni, e ha appena conquistato due traguardi che ne certificano la velocità di corsa. Il primo, e forse più clamoroso, è l'ingresso del suo progetto AgroEcology Italy nel portafoglio climatico rinnovato di Lufthansa Group. Il secondo, il posizionamento al 26° posto nella classifica Sifted 100 Southern Europe 2026, che premia le startup a più rapida crescita di ricavi in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Due notizie che arrivano in contemporanea e si rafforzano a vicenda, raccontando una realtà rara nel settore del carbon farming: dove cioè la credibilità scientifica e la trazione commerciale raramente procedono alla stessa velocità. Radica invece sembra aver trovato l'equilibrio giusto.

Il progetto AgroEcology Italy è l'unico italiano selezionato da Lufthansa Group nell'intero portafoglio climatico. Si inserisce nella categoria dei progetti di "removal", quelli che non si limitano a evitare emissioni ma rimuovono attivamente CO₂ dall'atmosfera per stoccarla nel lungo termine. La specificità tutta mediterranea di Radica sta nel focus sulle colture legnose: oliveti, frutteti, agrumeti, vigneti. Colture che, secondo le stime della società, hanno un potenziale di sequestro del carbonio da tre a quattro volte superiore rispetto alle cerealicole dell'Europa settentrionale.

L'accordo con Lufthansa Group, della durata triennale, è stato siglato al termine di una richiesta di proposta alla quale Radica ha partecipato tramite il partner Ceezer. Il progetto è già attivo in 15 regioni italiane ed è certificato dall'International Carbon Registry (ICR), con un impatto potenziale fino a 1.142.682 tonnellate di CO₂ rimosse ogni anno. Opera secondo la metodologia VM0042 per la gestione agricola migliorata dei terreni, e porta nel portafoglio del colosso tedesco un approccio di misurazione, reporting e verifica (MRV) proprietario, pensato specificamente per le colture mediterranee.

Ma Radica non vive di solo Lufthansa. I numeri parlano chiaro: oltre 25.000 ettari gestiti, 650 aziende coinvolte tra Italia e Spagna, 84.000 carbon removal già verificati e più di 100.000 tonnellate di CO₂ contrattualizzate fino al 2030. Un patrimonio che ha impressionato anche i giudici di Sifted, la testata fondata con il supporto del Financial Times, che l'ha inserita al 26° posto nella sua classifica annuale del Sud Europa. Radica è l'unica rappresentante italiana del settore agritech e carbon farming presente nella top 30.

«Stiamo vivendo un momento magico che ci gratifica per il grande lavoro che il team sta facendo – ha commentato Francesco Musardo, CEO di Radica – Siamo solo all'inizio: il Mediterraneo ha un potenziale enorme e noi siamo pronti per accelerare». L'obiettivo dichiarato della società è colmare il vuoto infrastrutturale del Sud Europa nel carbon farming: digitalizzare le aziende agricole, trasformare i dati ambientali in asset finanziari verificabili e connettere gli agricoltori ai mercati globali del carbonio. Con un occhio agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Onu: dalla lotta alla povertà alla riduzione delle disuguaglianze, passando per la tutela della biodiversità e la salute del suolo.

Per gli agricoltori che aderiscono al progetto, i benefici sono tangibili: miglioramento della salute dei terreni, aumento della capacità di ritenzione idrica, riduzione dell'uso di input chimici e un sostegno economico diretto, con particolare attenzione alle realtà a conduzione femminile. Un modello che dalla Puglia sta guardando all'intero bacino del Mediterraneo, convinto che la sfida climatica possa trasformarsi in un'opportunità di sviluppo per l'agricoltura del futuro.

Redazione