Nel cuore di Milano nasce un luogo che non è solo uno spazio espositivo, ma un racconto intimo e coerente di passione, ricerca e identità. La nuova Casa Museo di Ettore Molinario, realizzata in dialogo con Rossella Colombari, è una casa d’arte nel senso più autentico del termine: uno spazio da vivere, amare e stimare.
Qui la fotografia dialoga con la moda storica, il design incontra il costume, l’oggetto raro convive con l’emozione personale. Non c’è ostentazione, ma un’eleganza colta e consapevole. Ogni ambiente restituisce l’idea di un collezionismo vissuto, costruito nel tempo, frutto di studio e sensibilità. È un progetto che supera il concetto tradizionale di museo: non teche distanti, ma atmosfere domestiche che invitano alla contemplazione lenta.
La visione condivisa tra Molinario e Colombari si percepisce nell’equilibrio tra rigore curatoriale e calore umano. La casa diventa così un manifesto culturale: custodire la bellezza significa anche darle un contesto, una narrazione, un’anima.
Per il tessuto professionale milanese – fatto di imprenditori, consulenti, creativi e liberi professionisti – questa apertura rappresenta molto più di un evento culturale. È la dimostrazione che l’investimento in cultura è anche investimento economico e identitario.
Gli appassionati che operano nei settori arte, design, comunicazione e consulenza trovano in progetti come questo un esempio virtuoso: creare valore non significa solo generare fatturato, ma costruire reputazione, posizionamento e relazioni di qualità.
In una città sempre più competitiva, la cultura diventa leva strategica. E una casa d’arte come questa non è soltanto un luogo da visitare, ma un modello da osservare: visione chiara, coerenza, cura del dettaglio.
Perché amare l’arte significa anche saperla trasformare in impresa.


Silvia Panissa



