News | 27 febbraio 2026, 10:00

Storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ferma Trump, lui prende tempo con l’imposizione di altri dazi.

Dichiarati incostituzionali i dazi imposti da Donald Trump, lui reagisce imponendo a tempi record dazi del 15 %.

Storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ferma Trump, lui prende tempo con l’imposizione di altri dazi.

Il 20 febbraio 2026, la Corte Suprema degli Stati Uniti emette una sentenza storica dichiarando illegittimi e incostituzionali i dazi introdotti dalla Amministrazione di Donald Trump sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), annullando così le tariffe “reciproche” imposte dal 2 aprile 2025 giorno noto alle cronache come Il “Liberation Day”. La decisione è stata adottata con una maggioranza di 6 a 3: ai tre giudici liberal (Elena Kagan, Sonia Sotomayor e Ketanji Brown Jackson) si sono uniti tre (su sei) membri dell’ala conservatrice, Il Chief Justice John Roberts, Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, in una convergenza che segnala la riluttanza di una parte dei giudici conservatori ad avallare un’interpretazione iper-estensiva dei poteri presidenziali in materia fiscale. Poiché la Legge del 1977, invocata da Trump, autorizza alcune misure eccezionali per far fronte a una situazione di emergenza nazionale, perciò, la Corte Suprema ha dichiarato che il Presidente USA non avrebbe potuto fare ricorso a questa norma per adottare nuovi dazi doganali, poiché la Costituzione americana riserva al Congresso la competenza esclusiva in materia. L’art. 1, Sezione 8, della Costituzione americana prevede, infatti, che “il Congresso avrà il potere di stabilireriscuotere tasse, dazi, imposte e accise”. Ma la decisione non travolge i dazi del 50% su acciaio e alluminio, che continueranno quindi ad applicarsi, così come le altre misure approvate in base alla Sezione 232.  Vista la sentenza del Congresso si parla di dazi che potrebbero anche essere oggetto di rimborso futuro verso le imprese e gli imprenditori costretti a pagare cifre irrisorie per importare merci negli Stati Uniti, anche se la sentenza non si pronuncia su eventuali restituzioni, lasciando la decisione ai giudici della Corte del Commercio internazionale degli Stati Uniti. Secondo gli esperti, i rimborsi potrebbero essere limitati alle imprese che già hanno attivato un’azione giudiziaria negli USA, è forse il punto più incerto e difficile da sbrogliare finora non essendoci ancora alcuna ufficialità in merito. Secondo uno studio del Penn Wharton Budget Model, le tariffe IEEPA hanno portato nelle casse USA un introito tra i 175 ai 200 miliardi di dollari nel solo 2025.Un’altro punto su cui ora ci si interroga è se gli accordi raggiunti con altri Paesi, come con la China e l’UE possono mantenere in vita i dazi IEEPA dichiarati illegittimi con lo stop alla riscossione scattato dal 24 febbraio come annunciato dall’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere (U.S. Customs and Border Protection).

Il Punto
La reazione di Trump alla sentenza del Congresso non si è fatta attendere imponendo in tempo record nuove tariffe globali con nuovi dazi che dal 10% sono passati al 15% in base a una diversa autorità legale, in sostituzione di quelli annullati dalla Corte Suprema. I nuovi dazi scattati il 24 febbraio dureranno circa cinque mesi. L'amministrazione intende usare questo tempo per decidere le contromosse da attuare dopo la sentenza della Corte Suprema. "In qualità di presidente, aumenterò, con effetto immediato, i dazi mondiali del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno 'derubato' gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%", ha annunciato sul suo canale social Truth facendo riferimento alla Section 122 del Trade Act del 1974, mai usata prima ma che consente l'imposizione di tariffe fino al 15% per un periodo di 150 giorni senza l'approvazione del Congresso.

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha lanciato un appello alla stabilità nelle relazioni commerciali degli Stati Uniti. “È di fondamentale importanza che tutti gli operatori commerciali, sia all'interno che al di fuori degli Stati Uniti, abbiano chiarezza sul futuro delle relazioni su questo fronte”, ha spiegato Lagarde. La presidente della BCE ha sottolineato come la prevedibilità delle regole sia il presupposto indispensabile per permettere alle imprese di pianificare investimenti e attività produttive in un momento di forte tensione geopolitica. Sandro Gozi: “Donald Trump ha perso la sua crociata sui dazi. C’è un giudice a Washington a ricordare al presidente degli Stati Uniti che deve rispettare la Costituzione e il Congresso. La Corte Suprema smaschera la verità: non era una strategia economica, ma nazionalismo sconsiderato venduto come politica. Ha vinto lo Stato di diritto”, ha affermato. Il suo collega del Partito democratico, Brando Benifei.

Nota
Nell’incertezza dei mercati e lo squilibrio di una guerra commerciale che minaccia l’ordine geopolitico attraverso imposizioni squilibrate fuori leggi che vanno al di là dell’ambito economico commerciale, la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti accende una luce nella sconcertante incertezza, ricordando l’importanza della stabilità delle leggi e delle relazioni giuridiche internazionali, richiamando soprattutto il principio di separazione dei poteri della Costituzione americana.

Eradis Josende Oberto