News | 03 febbraio 2026, 09:00

Dividendi: nuove regole e impatti sulle partecipazioni

Soglia al 5%, vincolo triennale e stop alla maxitassazione dal 2026: il governo rivede il regime agevolato per dividendi e plusvalenze, tutelando PMI e investimenti di lungo periodo.

Dividendi: nuove regole e impatti sulle partecipazioni

L'argomento dei dividendi delle società italiane si arricchisce di nuove misure, destinate a cambiare il panorama fiscale per le imprese. Recentemente, il governo ha proposto una modifica significativa per l'accesso al regime agevolato per i dividendi, introducendo due condizioni alternative. La prima riguarda la soglia di partecipazione: non sarà più necessario detenere almeno il 10% delle azioni, ma basterà un 5%. La seconda condizione prevede che questa partecipazione debba essere mantenuta per un periodo minimo di tre anni.

Questa revisione mira a disinnescare le preoccupazioni sollevate da imprese e professionisti riguardo a una potenziale maxitassazione sui dividendi, che sarebbe entrata in vigore dal 1° gennaio 2026. Tale misura avrebbe sterilizzato la cosiddetta "dividend exemption" per le quote inferiori al 10%, complicando notevolmente le operazioni finanziarie per le piccole e medie imprese. La nuova linea proposta dalla commissione Bilancio, in linea con emendamenti già presentati, consentirà al governo di introdurre limitazioni senza penalizzare gli investimenti a lungo termine nelle società italiane.

Un altro aspetto rilevante di questa modifica è che il nuovo regime si applicherà anche alle plusvalenze, una categoria finora esclusa dal trattamento fiscale proposto. Questo approccio è stato ben accolto, poiché permette di mantenere un ambiente fiscale più equo e prevedibile, senza effetti retroattivi. Le nuove soglie entreranno in vigore solo dal 1° gennaio 2026, garantendo così stabilità alle imprese e agli investitori.

Parallelamente, il governo ha avviato un dialogo con le opposizioni su temi di interesse comune, come le questioni relative agli enti locali e il supporto per i cittadini italiani all'estero. Durante questi incontri, il ministro Luca Ciriani e la Ragioniera Daria Perrotta hanno raccolto le proposte delle diverse forze politiche, promettendo di presentare soluzioni concrete nella settimana successiva.

Tra i correttivi in discussione, emergono misure specifiche per gli enti locali. Una proposta prevede che la quota statale sugli aumenti dell'imposta di soggiorno, originariamente prevista, venga rimossa, consentendo ai Comuni di gestire autonomamente le risorse generate. Queste risorse potrebbero essere destinate a iniziative a favore dei minori non accompagnati o a supporto degli studenti disabili, contribuendo così a rafforzare il tessuto sociale locale.

Inoltre, si prevede una maggiore flessibilità nell'utilizzo dell'avanzo libero, che potrà essere mantenuto dagli enti locali, una volta soddisfatte le priorità legate al ripiano dei debiti e alla salvaguardia degli equilibri finanziari. Infine, Roma Capitale dovrebbe essere esclusa dalla redistribuzione del Fondo di solidarietà comunale, favorendo così una gestione più autonoma delle proprie risorse.

Resta ora da definire il perimetro finale degli emendamenti. La commissione Bilancio ha dichiarato inammissibili 105 correttivi, inclusi alcuni significativi come il piano casa della Lega e la proposta di Fratelli d’Italia sul trattamento pensionistico anticipato per le donne. Tuttavia, un emendamento che consente alle farmacie con maggiori capacità economiche di destinare una percentuale del loro utile a progetti di prevenzione sanitaria nei Comuni con meno di 1.500 abitanti ha superato l’esame di ammissibilità.

Pertanto , mentre si avvicina la scadenza per l'approvazione delle nuove misure fiscali, il governo sembra orientato a garantire un equilibrio tra esigenze fiscali e sostenibilità per le piccole e medie imprese. Le proposte in discussione potrebbero rappresentare un passo importante verso un sistema fiscale più equo e favorevole agli investimenti a lungo termine in Italia.

Andrea Nano