Il gioiello sospeso tra roccia e acqua del Lago Maggiore, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, si prepara a svelare per la seconda volta al pubblico il suo cuore più antico e prezioso. Da venerdì 6 febbraio e per tutti i venerdì del mese, l’associazione Archeologistics, che gestisce il sito per conto della Provincia di Varese, aprirà eccezionalmente le porte del sacello, il piccolo edificio sacro dal quale ebbe origine, nel XIII secolo, l’intera comunità monastica. L'iniziativa, che si inserisce nel più ampio progetto "Varese Cultura 2030" finanziato da Fondazione Cariplo, nasce in stretta sinergia con l'avvio di un nuovo e ambizioso programma di ricerca scientifica dedicato agli affreschi che decorano le sue pareti.
L'apertura straordinaria ha un duplice scopo: consentire a un pubblico selezionato di accedere a un ambiente solitamente precluso e, allo stesso tempo, condividere in tempo reale il metodo e gli obiettivi del lavoro di indagine storica e artistica appena cominciato. "In un'ottica di condivisione con il pubblico, vogliamo raccontare come stiamo lavorando", spiega Elena Castiglioni di Archeologistics. "Sarà l'occasione per osservare insieme i tanti frammenti della parete est, alcuni pienamente leggibili e altri meno, ma tutti di grande interesse per la storia dell'Eremo". Il progetto di ricerca, coordinato dalla dottoressa Lorenza Giacardi, coinvolge infatti accademici di primo piano: il professor Saverio Lomartire dell'Università dell'Insubria si dedicherà agli affreschi più antichi, mentre i professori Stefano Bruzzese e Mauro Pavesi dell'Università Cattolica di Milano studieranno i cicli pittorici dei secoli XVI e XVII. L'obiettivo è duplice: ottenere una datazione più precisa delle origini dell'eremo attraverso lo studio delle pitture più antiche e restituire una lettura approfondita della tecnica e della storia di tutti gli interventi pittorici che si sono succeduti nel cuore del complesso.
Il percorso di visita, della durata di circa un'ora e trenta minuti con inizio alle 14.30, offrirà un'esperienza immersiva e approfondita. I visitatori, accompagnati da guide esperte, ripercorreranno la storia del beato Alberto Besozzi, l'eremita fondatore, per poi giungere alla visione ravvicinata dei frammenti affrescati. La narrazione includerà anche l'"historieta", la rappresentazione pittorica della vita del santo, e i rilievi documentali che raccontano le vicende del sito. Per garantire la massima tutela del luogo, l'accesso è organizzato con rigide limitazioni: i gruppi saranno composti da un massimo di 12 persone, e l'ingresso fisico all'interno del piccolo sacello avverrà a rotazione, con solo 2 persone per volta. A causa delle sue caratteristiche architettoniche, il sacello non è accessibile alle persone in carrozzina; tuttavia, per garantire a tutti la fruizione del patrimonio pittorico, all'esterno saranno disponibili riproduzioni digitali di alta qualità degli affreschi.
Questa opportunità unica rappresenta solo uno dei tasselli del rinnovato impegno per la valorizzazione dell'Eremo. Il progetto "Varese Cultura 2030", infatti, prevede nei prossimi tre anni anche interventi strutturali e un ampliamento degli spazi museali, con l'obiettivo di esporre reperti liturgici e pittorici oggi non visibili. Le visite al sacello, prenotabili obbligatoriamente online o telefonando al numero 0332 647014, hanno un costo di 12 euro a persona, a cui si aggiunge il normale biglietto d'ingresso al sito. Per chi volesse completare l'esperienza, è possibile pranzare presso la locanda dell'Eremo prima della visita. Un'occasione irripetibile per entrare nel vivo della storia e della ricerca, scoprendo il nucleo sacro da cui ha preso vita uno dei luoghi più iconici e amati del territorio varesino e dell'intero Lago Maggiore.


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