PESCARA - Il 16 gennaio 2026, è stata una data che ha segnato un cambiamento epocale per oltre 100.000 pazienti diabetici in Abruzzo. Ha infatti preso ufficialmente avvio, in tutto il territorio regionale, la distribuzione "per conto" (Dpc) di aghi da insulina e presidi per il monitoraggio della glicemia capillare presso le farmacie di comunità. Questo significa la fine dell'obbligo di lunghi viaggi verso le poche farmacie ospedaliere attrezzate, un disagio pesante soprattutto per chi vive nei circa 200 comuni delle aree interne e montane della regione.
Il nuovo sistema, sancito dalla delibera di Giunta regionale approvata lo scorso 4 dicembre, sarà attuato gradualmente nei prossimi mesi, fino a raggiungere il pieno regime dopo il completamento delle ultime procedure amministrative. Come sottolineato dall'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, si tratta del "traguardo di un processo lungo e complesso", frutto di un lavoro di squadra che ha visto al tavolo il Dipartimento Sanità, le Aziende Sanitarie Locali, i medici diabetologi, le associazioni dei pazienti e le organizzazioni dei farmacisti (Federfarma e Assofarm).
Per accedere al servizio, il paziente dovrà essere in possesso di un piano terapeutico digitalizzato, che verrà rilasciato o aggiornato dal diabetologo in occasione della consueta visita di revisione annuale, già programmata nel corso del 2026. Fino a quel momento, e per tutto il periodo necessario, rimarrà attiva una fase di transizione che garantirà continuità assistenziale: i pazienti potranno continuare a ritirare i presidi con le modalità attuali (servizi di distribuzione dedicati) oppure, se già in possesso della nuova prescrizione digitale, potranno sperimentare subito il nuovo canale delle farmacie territoriali. Questa doppia possibilità permetterà di testare e perfezionare il sistema organizzativo.
L'impatto di questa svolta è particolarmente significativo in un contesto regionale come quello abruzzese. Fino a ieri, Abruzzo, Calabria e Molise erano infatti le ultime tre regioni italiane a non prevedere l'erogazione di questi dispositivi tramite le farmacie di comunità, una lacuna che comportava disagi significativi e costi aggiuntivi per le famiglie, aggravati dall'aumento del costo dei carburanti. Basti pensare che, ad esempio, nella provincia di Pescara i centri di distribuzione erano soltanto tre: il distretto sanitario di Pescara, l'ospedale di Popoli e quello di Penne.
Il presidente di Federfarma Abruzzo, Angelo Labrozzi, ha accolto con "estremo favore" il provvedimento, definendolo il risultato di anni di interlocuzione con l'amministrazione regionale. Il nuovo modello non rappresenta solo un passo avanti nell'accessibilità delle cure, ma risponde anche a un'esigenza di equità territoriale e di maggior prossimità del servizio sanitario ai cittadini, specialmente di coloro che vivono lontano dai principali centri urbani.


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