PESCARA – Dopo mesi di incertezza e stipendi mai arrivati, per i 47 dipendenti di Aura arriva una prima boccata d'ossigeno. È stato sottoscritto al Ministero del Lavoro il verbale che concede la Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività in favore dei lavoratori dell'azienda aquilana impegnata nel riciclo dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici. Il trattamento avrà la durata di un anno e consentirà agli addetti di contare su un sostegno al reddito in attesa di sviluppi sulla sorte della società, che ha cessato la produzione lasciando di fatto senza lavoro e senza salario i propri dipendenti.
"Il via libera del Ministero – ha commentato l'assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo, Tiziana Magnacca – è senza dubbio una decisione che va a favore dei lavoratori che in questo modo possono contare su una misura di sostegno al reddito in attesa di sviluppi sulla sorte della società stessa". L'assessore ha voluto sottolineare la particolarità della vicenda: "Fino alla concessione della Cigs in Abruzzo non si registravano situazioni come quella di Aura – ha detto con forza – cioè lavoratori che non percepiscono un salario o in alternativa non godono di un trattamento di cassa integrazione".
La soluzione della Cassa integrazione straordinaria era stata peraltro già avanzata dalla Regione Abruzzo lo scorso estate, nel corso del tavolo vertenziale. Una richiesta che alla fine ha trovato accoglimento, restituendo dignità e certezze a decine di famiglie rimaste nell'incubo per mesi.
Ma la partita vera è appena cominciata. Con il respiro garantito dalla Cigs, ora si apre la fase cruciale della cessione della società, un'operazione che verrà seguita con attenzione dalla Regione Abruzzo. Allo stato attuale, risultano essere sette le offerte presentate per l'acquisizione dell'azienda. Tra queste, due provengono da imprenditori abruzzesi, un dato che l'assessore Magnacca valuta con favore perché testimonia l'interesse del tessuto produttivo locale a mantenere sul territorio competenze e occupazione.
La vicenda di Aura ha acceso i riflettori su un settore, quello del riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che in Abruzzo rappresenta una realtà industriale di rilievo. Il trattamento dei rifiuti tecnologici è infatti un comparto in crescita, strategico per l'economia circolare, e la crisi dell'azienda aquilana ha sollevato preoccupazioni non solo sul fronte occupazionale ma anche su quello della tenuta di una filiera produttiva importante.
Ora, con la cassa integrazione che garantisce un anno di tranquillità ai lavoratori, si aprono i termini per valutare le offerte di acquisto e individuare il percorso migliore per il rilancio. L'obiettivo dichiarato dalla Regione è vigilare affinché la soluzione individuata salvaguardi il più possibile i livelli occupazionali e garantisca la continuità produttiva di un'attività che ha tutte le potenzialità per restare sul mercato.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire quale delle sette proposte riuscirà a concretizzarsi e con quali prospettive per i 47 lavoratori che, dopo mesi di angoscia, possono finalmente guardare al futuro con un minimo di serenità in più.


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