Un piccolo, ma per il settore significativo, alleggerimento fiscale giunge dall'ultima manovra finanziaria. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti approvato una riduzione delle accise sulla birra per il biennio 2026-2027, misura accolta con soddisfazione da AssoBirra, l'associazione che rappresenta i birrifici industriali in Italia. L'aliquota specifica scenderà da 2,99 a 2,98 euro per ettolitro e per grado Plato, un intervento che, seppur di entità limitata in termini assoluti, viene interpretato dal comparto come un primo, concreto segnale di attenzione politica verso una filiera strategica dell'agroalimentare italiano.
"Accogliamo con particolare favore questo intervento – ha commentato Federico Sannella, Presidente di AssoBirra – che riconosce il valore economico, sociale e industriale della filiera birraria. È una misura che rafforza la capacità del settore di affrontare le sfide della transizione sostenibile e di continuare a contribuire allo sviluppo del Paese". La soddisfazione dell'associazione nasce dalla convinzione che ogni alleggerimento del carico fiscale, che in Italia resta tra i più alti d'Europa per la birra, consenta alle imprese di liberare risorse da destinare agli investimenti.
I numeri presentati da AssoBirra delimitano l'importanza del settore: un fatturato che supera i 10 miliardi di euro annui, un contributo alla fiscalità generale di circa 4 miliardi (di cui 1,5 miliardi di IVA e 689 milioni proprio in accise) e oltre 110.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti. Una filiera che parte dall'agricoltura, con la coltivazione di orzo e luppolo, attraversa la produzione industriale e artigianale, la distribuzione e arriva fino ai canali del consumo, dai supermercati ai pub, con un marcato effetto moltiplicatore sull'economia locale e nazionale.
La riduzione, seppur minima, si inserisce in un dibattito di lungo corso sull'equità del prelievo fiscale sulle bevande alcoliche in Italia. Per anni, AssoBirra ha sostenuto la necessità di un riequilibrio del carico tra le diverse categorie (birra, vino, superalcolici), considerato che la birra è tradizionalmente sottoposta a un'accisa specifica più elevata in rapporto al suo tenore alcolico medio. "La riduzione delle accise è un segnale importante – ha sottolineato Paolo Merlin, Vice Presidente con delega alle politiche fiscali – che rafforza la competitività delle imprese e libera risorse da reinvestire a supporto della crescita economica".
L'associazione ha espresso ringraziamento alle forze politiche, di maggioranza e opposizione, che hanno sostenuto l'emendamento, sottolineando l'importanza di un dialogo costruttivo con le istituzioni. L'obiettivo dichiarato di AssoBirra rimane quello di proseguire la collaborazione per un quadro normativo e fiscale sempre più favorevole, che possa accompagnare l'evoluzione del settore verso l'innovazione di prodotto e di processo, la riduzione dell'impatto ambientale e il sostegno all'occupazione.
La misura, quindi, va letta non solo per il suo impatto economico immediato – che sarà probabilmente marginale sul prezzo finale al consumatore – ma come un simbolico cambio di passo nelle relazioni tra il comparto e il legislatore. Un segnale politico che il governo riconosce il peso del settore e che, forse, apre la porta a futuri interventi di più ampia portata per allineare la fiscalità italiana sui livelli medi europei, dove la birra gode spesso di un trattamento meno oneroso.


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