News | 26 febbraio 2026, 11:13

Prima barriera "acchiappa plastica" in Sicilia. Alla foce del Dirillo la difesa del mare parte dal fiume

Attivato ad Acate, nel Ragusano, il sistema di intercettazione dei rifiuti galleggianti finanziato con la legge Salvamare. L'impianto bloccherà tonnellate di plastica prima che raggiungano il Mediterraneo, tutelando la fauna ittica e la catena alimentare.

Prima barriera "acchiappa plastica" in Sicilia. Alla foce del Dirillo la difesa del mare parte dal fiume

Una "trappola" silenziosa e galleggiante che trasforma un corso d'acqua in un filtro naturale per la salvaguardia del mare. Da questa mattina è operativo alla foce del fiume Dirillo, nel territorio di Acate, in provincia di Ragusa, il primo impianto siciliano di intercettazione e rimozione di rifiuti plastici galleggianti . Un sistema di barriere mobili, progettato per integrarsi con l'ambiente fluviale senza alterarne l'equilibrio, inizierà a catturare plastica e detriti trasportati dalla corrente, impedendo che vengano sversati nel Mediterraneo .

L'intervento rappresenta una novità assoluta per l'isola e si colloca tra i primi in Italia realizzati nell'ambito della legge "Salvamare" (legge 60/2022), lo storico provvedimento voluto dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per contrastare l'inquinamento marino . Il finanziamento, destinato all'Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana, ammonta a 95mila euro per il solo intervento sul Dirillo e rientra in un programma sperimentale triennale che prevede analoghe installazioni su altri corsi d'acqua dell'isola, tra cui il Platani, il Simeto, l'Ippari, l'Irminio e il Belice .

Il meccanismo è semplice ma efficace. Le barriere galleggianti, ancorate alle sponde, convogliano i rifiuti verso un punto di raccolta dove vengono accumulati e successivamente rimossi . Una volta recuperati, i materiali vengono avviati allo smaltimento o al riciclo, grazie alla collaborazione con le associazioni ambientaliste locali e le società partecipate che gestiscono il ciclo dei rifiuti nel territorio ragusano .

Alla cerimonia di inaugurazione, articolata tra il municipio di Acate e la foce del fiume, hanno partecipato il segretario generale dell'Autorità di bacino, Leonardo Santoro, il sindaco di Comiso e presidente del libero consorzio di Ragusa, Maria Rita Schembari, il sindaco di Scicli, Mario Marino, e il vicesindaco di Acate, Gianfranco Ciriacono . Una presenza istituzionale che sottolinea l'importanza strategica dell'operazione per l'intera area iblea.

L'obiettivo è duplice. Da un lato, ridurre drasticamente la quantità di macroplastiche che ogni giorno dai fiumi si riversano in mare, contribuendo a quel triste primato che vede il Mediterraneo tra i bacini più inquinati al mondo. Dall'altro, intervenire a monte per limitare la formazione di microplastiche, le particelle invisibili che vengono ingerite dalla fauna ittica e risalgono l'intera catena alimentare fino ad arrivare sulle nostre tavole .

"L'installazione contribuirà a ridurre l'inquinamento del territorio", spiegano dall'Autorità di bacino. L'infrastruttura, progettata per essere rimovibile e poco invasiva, potrà essere svuotata periodicamente dai rifiuti accumulati, garantendo un'azione di bonifica continuativa e non occasionale.

Con questa iniziativa, la Sicilia si allinea alle migliori pratiche europee di "fishing for litter" e prevenzione ambientale. Il fiume Dirillo diventa così un laboratorio a cielo aperto, un modello replicabile che dimostra come la difesa del mare si vinca anche lontano dalla costa, nei percorsi d'acqua dolce che troppo spesso si trasformano in autostrade silenziose della plastica verso il mare.

Redazione