News | 12 gennaio 2026, 09:38

Abruzzo, gestione fondi Ue da record: zero euro persi e spesa oltre il 100% per lo sviluppo rurale

Il Programma di Sviluppo Rurale FEASR 2014-2022 si chiude con un utilizzo delle risorse certificato al 100,12%. Il vicepresidente Imprudente rivendica il risultato di sette anni di lavoro: "Prima eravamo il fanalino di coda".

Abruzzo, gestione fondi Ue da record: zero euro persi e spesa oltre il 100% per lo sviluppo rurale

L'AQUILA - L'Abruzzo scrive una pagina di storia amministrativa nella gestione dei fondi europei. La Regione ha infatti chiuso il ciclo di programmazione del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) FEASR 2014-2022 senza disperdere un solo euro e con una percentuale di spesa certificata superiore al 100%, precisamente al 100,12%. Un traguardo definito "storico e senza precedenti" dalla stessa amministrazione regionale, che certifica la piena capacità di spendere e trasformare le risorse comunitarie in investimenti concreti sul territorio.

Un risultato di squadra che porta una doppia firma: quella politica del vicepresidente e assessore all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, e quella tecnica della direttrice del Dipartimento Agricoltura e Autorità di Gestione, Elena Sico. "Questo risultato non nasce per caso e non nasce negli ultimi mesi", ha dichiarato Imprudente. "È il frutto di sette anni di lavoro continuo, di scelte spesso difficili, di responsabilità assunte fino in fondo. Oggi possiamo dirlo con chiarezza: l'Abruzzo non ha perso un solo euro".

Il dato più significativo è l'assenza totale di "disimpegno", il meccanismo per cui i fondi non spesi entro termini stringenti devono essere restituiti all'Unione Europea. In un Paese dove spesso le risorse comunitarie fanno ritorno a Bruxelles per inadempienza, l'Abruzzo è riuscito a impiegarle tutte, indirizzandole a sostegno delle imprese agricole, delle aree interne e delle filiere dello sviluppo rurale. Il superamento simbolico della soglia del 100% della spesa testimonia, secondo la Regione, una gestione rigorosa del programma e un presidio tecnico-amministrativo costante.

Il traguardo odierno è il punto d'arrivo di un percorso di riorganizzazione partito da una situazione difficile. "Sette anni fa abbiamo trovato un sistema complesso e fragile", ha ricordato l'assessore Imprudente, sottolineando come la regione fosse all'epoca "fanalino di coda in Italia nella capacità di spendere". Il lavoro di questi anni ha permesso di riconsegnare "un PSR efficace, solido e pienamente attuato", trasformando la programmazione da un elenco di intenti in investimenti reali.

La chiusura del ciclo 2014-2022 non è solo un punto di arrivo, ma diventa una base di credibilità per affrontare le nuove sfide della programmazione europea. La Regione potrà presentarsi alla Commissione Europea con un patrimonio di competenze e un record di affidabilità certificato dai numeri. Nel ringraziare la struttura regionale, l'assistenza tecnica e le associazioni di categoria agricole, Imprudente ha concluso: "In un Paese dove troppo spesso i fondi europei tornano indietro, l'Abruzzo dimostra che quando la politica governa e non improvvisa, i risultati arrivano. Qui parlano i fatti, non gli annunci".

Redazione