News | 07 gennaio 2026, 13:40

Sicilia investe 11,5 milioni per sostenere le Bandiere Blu. Rinnovati i sistemi idrici di quattro Comuni

I finanziamenti regionali finanziano interventi chiave a Messina, Roccalumera, Scicli e Nizza di Sicilia, con un occhio al riuso delle acque per l'agricoltura e al consolidamento del turismo di qualità. L'assessore Colianni: "Un modello di sviluppo attento all'ambiente".

Sicilia investe 11,5 milioni per sostenere le Bandiere Blu. Rinnovati i sistemi idrici di quattro Comuni

Palermo – La Regione Siciliana compie un investimento mirato a sostegno della qualità ambientale e della vocazione turistica delle sue coste. Con una dotazione finanziaria di 11,5 milioni di euro, l'assessorato regionale all'Energia e ai servizi di pubblica utilità, guidato da Francesco Colianni, ha approvato il finanziamento di quattro interventi di potenziamento e adeguamento dei sistemi idrici e di depurazione nei Comuni di Messina, Roccalumera, Scicli e Nizza di Sicilia. Si tratta di centri insigniti del prestigioso riconoscimento "Bandiera Blu", simbolo della qualità delle acque di balneazione e della gestione sostenibile del territorio.

"Con questi stanziamenti confermiamo il sostegno ai Comuni che si distinguono per la qualità delle loro acque e delle loro coste", ha dichiarato l'assessore Colianni. "Investire nel potenziamento e nell’adeguamento degli impianti significa consolidare un modello di sviluppo attento all’ambiente, a beneficio delle comunità locali e di un turismo sempre più orientato alla sostenibilità". L'iniziativa si inquadra in una strategia più ampia del governo regionale, che proseguirà nel 2026 con ulteriori finanziamenti attraverso la misura 2.5.1 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Gli interventi finanziati, Comune per Comune

I decreti emanati dal dipartimento Acqua e rifiuti prevedono una ripartizione delle risorse studiata sulle specifiche esigenze di ciascun territorio:

Messina: riceve 314 mila euro come contributo per i lavori di copertura dell'impianto di depurazione di San Saba, un intervento che migliorerà l'impatto ambientale e olfattivo della struttura.

Scicli (RG): sono stati stanziati quasi 1,3 milioni di euro per la manutenzione straordinaria dell'impianto di depurazione di contrada Piano Conti e, in un'ottica di economia circolare, per il progetto finalizzato al riuso irriguo delle acque reflue depurate dello stesso impianto.

Rocalumera (ME): beneficia dello stanziamento più consistente, 5,7 milioni di euro, destinati al miglioramento del sistema di convogliamento fognario verso l'impianto di depurazione intercomunale. Il progetto include anche opere per l'affinamento delle acque trattate, al fine di permetterne il riutilizzo in agricoltura.

Nizza di Sicilia (ME): ottiene quasi 4,2 milioni di euro per la completa ristrutturazione e l'adeguamento normativo del depuratore intercomunale che serve anche i comuni di Ali Terme e Fiumidinisi.

Tutti i progetti sono stati selezionati a seguito di una valutazione tecnica da parte di un'apposita commissione regionale.

L'attenzione al riutilizzo delle acque reflue depurate per scopi agricoli, evidente negli interventi di Scicli e Roccalumera, rappresenta un pilastro delle moderne strategie di gestione della risorsa idrica. Questo approccio risponde a una duplice esigenza: ridurre il prelievo da fonti convenzionali (sempre più vulnerabili a causa dei cambiamenti climatici) e applicare concretamente i principi dell'economia circolare. Non è un caso che anche altre regioni, come la Sardegna, abbiano recentemente adottato iniziative legislative per promuovere il riuso delle acque reflue in agricoltura, riconoscendolo come "una strategia efficace per la gestione sostenibile delle risorse idriche" in tempi di crisi idrica.

Parallelamente, mentre la Sicilia investe in infrastrutture idriche "tradizionali", altre regioni sperimentano approcci innovativi integrati alla transizione energetica. Sempre la Sardegna, ad esempio, ha recentemente destinato sei milioni di euro per favorire la "transizione verde" del proprio sistema idrico, finanziando un impianto fotovoltaico galleggiante e sistemi di telecontrollo per aumentare l'autonomia energetica e ridurre i consumi della rete. Questi esempi evidenziano come la modernizzazione del ciclo dell'acqua passi ormai attraverso l'intreccio tra efficienza idrica ed energetica.

L'investimento siciliano si configura quindi non solo come un'opera di manutenzione e ammodernamento, ma come un tassello strategico per preservare e valorizzare un patrimonio ambientale che è anche motore economico. Come ha concluso l'assessore Colianni, si tratta di "un segnale di attenzione verso i territori che con impegno preservano e valorizzano il nostro patrimonio ambientale", garantendo che lo standard qualitativo riconosciuto dalla Bandiera Blu sia sostenuto da infrastrutture all'altezza.

Redazione