News | 29 ottobre 2026, 16:30

Forfettario, la soglia sale a 100mila euro: cosa cambia per autonomi e professionisti

La manovra da 26 miliardi approvata dal Consiglio dei ministri alza il tetto di ricavi e compensi per il regime agevolato. Ma per estendere anche l’esonero Iva servirà il via libera di Bruxelles

Forfettario, la soglia sale a 100mila euro: cosa cambia per autonomi e professionisti

È la misura più attesa dal popolo delle partite Iva e, almeno sulla carta, è arrivata. La legge di bilancio varata dal Consiglio dei ministri, una manovra da circa 26 miliardi di euro, porta la soglia di accesso al regime forfettario da 85mila a 100mila euro di ricavi e compensi. Una bandiera della Lega, rivendicata da Matteo Salvini come estensione della flat tax, che interessa una platea ampia di professionisti, artigiani e piccoli commercianti.

Per capire la portata della novità occorre guardare a chi si trova oggi nella fascia tra 85mila e 100mila euro. Sono i contribuenti che finora dovevano scegliere se contenere il fatturato o passare al regime ordinario, con Irpef progressiva, Iva, adempimenti più complessi e costi di consulenza più alti. Con la nuova soglia, potranno restare nel regime con imposta sostitutiva al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza dei requisiti previsti.

C’è però un passaggio decisivo che rischia di rallentare tutto. Il forfettario si regge su due gambe: la tassazione sostitutiva e l’esonero dall’applicazione dell’Iva. La prima dipende dal legislatore nazionale, la seconda no. La normativa europea consente agli Stati di esentare le piccole imprese dall’imposta solo entro determinati limiti, e l’Italia ha già utilizzato il margine fino a 85mila euro. Per andare oltre, come riportano le prime ricostruzioni della manovra, serve l’autorizzazione dell’Unione europea. Senza quel via libera si aprirebbe uno scenario ibrido, con contribuenti che pagano la flat tax ma devono fatturare con Iva, con un evidente aggravio gestionale.

Restano da chiarire anche le regole di uscita. Oggi chi supera i 100mila euro nel corso dell’anno abbandona il regime immediatamente: con il nuovo tetto la soglia di decadenza andrà ridefinita, e i dettagli arriveranno con il testo definitivo e con il passaggio parlamentare.

Il dibattito tra gli economisti resta aperto. I sostenitori vedono nella misura un incentivo a far emergere ricavi e a non frenare la crescita per paura di cambiare regime. I critici ricordano che allargare il forfettario accentua la differenza di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti e agli autonomi in regime ordinario con redditi analoghi, e che il limite rigido può spingere a non investire per crescere oltre la soglia.

Per chi resta nel regime ordinario la manovra prevede comunque un intervento sull’Irpef: lo scaglione al 33% viene esteso da 50mila a 55mila euro, con un risparmio massimo stimato in circa 500 euro l’anno. Nelle bozze circolate figurano anche nuove forme di definizione agevolata dei debiti fiscali, un capitolo da seguire con attenzione per chi ha cartelle arretrate.

Ora la palla passa al Parlamento, che dovrà approvare la legge entro il 31 dicembre. Il consiglio per i contribuenti è di non modificare scelte di fatturazione o regime prima di conoscere il testo definitivo e la decisione di Bruxelles sull’Iva.

Redazione