News | 29 ottobre 2026, 14:30

Motorismo storico, un comparto da 3,6 miliardi l’anno: l’ASI celebra 60 anni al Senato

Una ricerca di Euromedia Research fotografa un settore che interessa oltre 21 milioni di italiani. Turismo lento, autenticità e competenze artigiane al centro del confronto con le istituzioni

Motorismo storico, un comparto da 3,6 miliardi l’anno: l’ASI celebra 60 anni al Senato

Non più soltanto una passione da collezionisti, ma una filiera con un peso economico preciso. È il quadro emerso il 27 ottobre a Palazzo Giustiniani, dove l’Automotoclub Storico Italiano ha celebrato i suoi sessant’anni di attività con il convegno “Motorismo storico, patrimonio vivo d’Italia”, promosso dalla senatrice Elena Murelli, presidente dell’Intergruppo parlamentare dedicato al settore. Ai lavori, moderati dal professor Francesco Giorgino della LUISS, hanno preso parte il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente Gian Marco Centinaio e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

I numeri sono arrivati dall’indagine di Euromedia Research presentata da Alessandra Ghisleri. L’impatto economico complessivo è stimato in circa 3,6 miliardi di euro l’anno, mentre oltre 21 milioni di italiani, il 41,9% dei maggiorenni, si dichiarano interessati al comparto; quasi quattro milioni si definiscono molto interessati. Un bacino che si traduce in consumi concreti: nell’ultimo anno circa 14,5 milioni di persone hanno partecipato o assistito a manifestazioni con veicoli storici, generando una spesa stimata di 1,4 miliardi di euro, con un potenziale di coinvolgimento che arriva a 25 milioni.

Per chi opera sul territorio, dalla ristorazione all’ospitalità fino alle officine specializzate, il dato più rilevante riguarda proprio l’indotto. Il convegno ha insistito sul turismo lento come leva di sviluppo: il viaggio a bordo di un mezzo d’epoca valorizza il percorso oltre alla meta, portando visitatori su strade secondarie e in borghi lontani dai grandi flussi. Ne hanno parlato Stefano Locatelli, vicepresidente ANCI con delega al Turismo, e Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. Remo Chiodi, direttore generale per l’Ippica del MASAF, ha richiamato il protocollo d’intesa con l’ASI per creare itinerari che uniscano ippodromi, enogastronomia, paesaggio e mobilità storica.

Il sondaggio misura anche il consenso sociale. Per il 79,1% degli intervistati i veicoli storici sono parte fondamentale del patrimonio culturale nazionale e il 60,7% chiede a Stato ed enti locali misure mirate per sostenerne la conservazione. Sul fronte ambientale, la ricerca evidenzia un utilizzo occasionale: la percorrenza media è di circa 1.200 chilometri l’anno e quasi il 40% dei proprietari resta sotto i 500. Il 71,5% del campione giudica l’impatto della loro circolazione minimo o irrilevante.

Spazio poi al tema dell’autenticità, decisivo anche per il valore di mercato dei mezzi. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha illustrato il ruolo delle targhe originali nel recupero dell’identità storica dei veicoli, mentre l’Archivio Centrale dello Stato ha posto l’accento sulla digitalizzazione dei documenti, citando l’archivio della Carrozzeria Bertone, collegato alla collezione di veicoli di proprietà ASI. Un patrimonio che include saperi progettuali e competenze artigianali da trasmettere alle nuove generazioni.

In chiusura il presidente di ASI e FIVA, Alberto Scuro, ha definito il settore una risorsa per il turismo e per l’economia dei territori, chiedendo un dialogo più strutturato con le istituzioni perché il comparto ottenga il riconoscimento che merita.

Redazione