Bank of America era finita nei giorni scorsi sotto la lente dei regolatori statunitensi. Il Dipartimento del Tesoro americano aveva imposto alla banca sanzioni per oltre 1,21 miliardi di dollari dopo aver riscontrato gravi carenze nei sistemi utilizzati per individuare e segnalare operazioni sospette. Secondo le autorità, più di 5 miliardi di dollari di transazioni potenzialmente problematiche non erano state comunicate tempestivamente alla Financial Crimes Enforcement Network, l'agenzia federale che vigila sui flussi finanziari illeciti.
Non si era trattato, quindi, di una semplice irregolarità procedurale. Più di un miliardo di dollari delle operazioni contestate risultava collegato a rischi considerati prioritari per la sicurezza nazionale statunitense, tra cui possibili reti cinesi di riciclaggio, frodi e flussi finanziari sospetti connessi al confine sud-occidentale degli Stati Uniti.
Il punto più delicato riguardava il funzionamento stesso della macchina di controllo della banca. Secondo il Tesoro, Bank of America aveva fatto eccessivo affidamento sulle segnalazioni provenienti dalle forze dell'ordine, da altre istituzioni finanziarie e da soggetti esterni, invece di intercettare autonomamente le anomalie attraverso i propri sistemi. Alcune operazioni erano inoltre rimaste senza un'adeguata analisi per periodi prolungati, riducendo l'utilità delle successive segnalazioni alle autorità.
Il quadro appariva ancora più serio considerando che Bank of America era già soggetta, dal dicembre 2024, a un ordine dell'Office of the Comptroller of the Currency per correggere diverse debolezze nel proprio programma antiriciclaggio. L'OCC aveva imposto una sanzione da 750 milioni di dollari, la più elevata mai comminata dall'autorità, sostenendo che diversi problemi non fossero stati risolti con sufficiente rapidità.
A questo si era aggiunto il fronte delle sanzioni internazionali. Bank of America aveva raggiunto un accordo da 11,6 milioni di dollari con l'Office of Foreign Assets Control per 475 potenziali violazioni relative, tra gli altri, a programmi di sanzioni contro Russia, Iran, Bielorussia e soggetti collegati al narcotraffico e al terrorismo internazionale. In alcuni casi, secondo le autorità, alcuni pagamenti erano stati elaborati a causa di errori tecnici, umani o di una non corretta configurazione dei sistemi di controllo.
Per gli investitori il costo non era stato soltanto reputazionale. Bank of America aveva contabilizzato circa 1,2 miliardi di dollari di oneri legati alla vicenda nel terzo trimestre, con un impatto stimato di 17 centesimi sull'utile per azione. Il titolo aveva inoltre subito pressioni a Wall Street nelle sedute successive alla pubblicazione della notizia.
Il caso aveva però posto una questione più ampia. Le grandi banche investono ogni anno miliardi in tecnologia, automazione e sistemi di monitoraggio, ma l'efficacia dei controlli continua a dipendere dalla qualità dei dati, dalla progettazione degli algoritmi e dalla capacità umana di interpretarne i segnali. Quando una banca delle dimensioni di Bank of America lascia accumulare miliardi di dollari di operazioni sospette, il problema non riguarda soltanto una multa. Riguarda la capacità dell'intero sistema finanziario di sapere realmente cosa transita al suo interno.






