News | 18 ottobre 2026, 15:30

Pensionati con partita IVA, dal 15 ottobre si può chiedere all’Inps più Irpef per evitare il conguaglio

Chi ha anche altri redditi può rinunciare alle detrazioni o chiedere un’aliquota più alta sulla pensione 2027. Ma attenzione: la scelta blocca il riconoscimento automatico del bonus legato al taglio del cuneo fiscale.

Pensionati con partita IVA, dal 15 ottobre si può chiedere all’Inps più Irpef per evitare il conguaglio

Pagare un po’ di più ogni mese per non trovarsi con un conto salato al momento della dichiarazione dei redditi. È la possibilità che l’Inps offre ai pensionati dal 15 ottobre 2026: con il messaggio n. 3245 del 13 ottobre l’Istituto ha aperto le richieste per rinunciare, in tutto o in parte, alle detrazioni d’imposta oppure per chiedere l’applicazione di un’aliquota Irpef più alta sulla pensione del 2027. Le due opzioni si possono scegliere in alternativa o insieme.

La misura interessa da vicino chi, pur essendo in pensione, continua a lavorare con partita IVA in regime ordinario, ma anche chi percepisce altre entrate soggette a Irpef, come affitti o compensi occasionali. L’Inps, infatti, calcola le trattenute guardando solo alla pensione che eroga: applica le aliquote per scaglioni e riconosce le detrazioni come se quello fosse l’unico reddito. Quando però i redditi si sommano in dichiarazione, lo scaglione sale e le detrazioni si riducono. Il risultato è spesso un conguaglio pesante da versare in un’unica soluzione. Per i forfettari il problema è più limitato, perché il reddito d’impresa o professionale è tassato a parte con l’imposta sostitutiva.

La richiesta si presenta online sul sito dell’Inps, accedendo con Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, attraverso il servizio “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”. Va ripresentata ogni anno. Chi non fa nulla resta nel regime ordinario.

C’è però un effetto collaterale da conoscere. Chi rinuncia alle detrazioni o chiede un’aliquota maggiore perde il riconoscimento automatico delle agevolazioni legate al taglio del cuneo fiscale introdotte dalla legge di bilancio 2025: la somma non imponibile, per i redditi fino a 20.000 euro annui, e l’ulteriore detrazione, per i redditi fino a 40.000 euro. Non tutti i pensionati ne hanno diritto: spettano a chi percepisce prestazioni di accompagnamento alla pensione, e sono in pagamento con gli arretrati dalla mensilità di ottobre. Il beneficio non va comunque perso del tutto, perché chi ne ha diritto può recuperarlo con la dichiarazione dei redditi.

Il consiglio è di fare bene i conti prima di inviare la richiesta. Una trattenuta più alta riduce l’importo netto della pensione durante l’anno, ma evita sorprese al momento dei versamenti. Per chi ha solo la pensione, il regime ordinario è di solito già adeguato. Per chi ha più redditi, invece, una simulazione con il proprio commercialista o con un Caf può aiutare a scegliere l’opzione più conveniente.

Redazione