Torino. Uno scatto d'orgoglio istituzionale per sostenere chi, mettendo a rischio la propria vita, decide di schierarsi dalla parte della giustizia. È stato firmato questa mattina al Grattacielo Piemonte un protocollo d'intesa tra Regione Piemonte, Prefettura di Torino e Procura della Repubblica che istituisce una misura economica di sostegno ai testimoni di giustizia. Si tratta del primo accordo di questo tipo in Italia.
A sottoscrivere il documento, il presidente della Regione Alberto Cirio, il prefetto di Torino Donato Cafagna (nella sua veste di coordinatore delle prefetture piemontesi) e il procuratore della Repubblica di Torino e della Direzione distrettuale antimafia, Giovanni Bombardieri. Presenti anche il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, il procuratore generale Lucia Musti, la presidente della Corte d'Appello Alessandra Bassi e i vertici provinciali delle Forze dell'ordine.
L'idea, ha spiegato Cirio, è nata esattamente un anno fa, in occasione della Giornata nazionale per le vittime di mafia, quando proprio il procuratore Bombardieri aveva acceso i riflettori sulle difficoltà economiche e sociali che attendono chi collabora con la giustizia. «Da allora – ha dichiarato il governatore – abbiamo lavorato a un percorso legislativo che ha portato il Piemonte a essere il primo ente regionale in Italia a dotarsi di una misura di questo tipo». La scelta della data non è casuale: la firma arriva a pochi giorni dall'anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Il protocollo non sostituisce il sistema nazionale di protezione dei testimoni, ma interviene in una fase critica: il periodo che intercorre tra la testimonianza resa e l'attivazione delle tutele statali da parte della Commissione centrale. Un lasso di tempo in cui chi denuncia rischia di restare privo di sostegno, esposto non solo a ritorsioni ma anche a gravi difficoltà economiche.
L'accordo prevede che Regione, Procura e Prefettura operino in stretta sinergia per erogare un contributo di 3mila euro a favore del testimone di giustizia, utilizzabile in condizioni di eccezionale emergenza. Le risorse – pari a circa 800mila euro complessivamente – sono state prelevate dal fondo regionale anti-usura. Il contributo verrà accreditato su un conto corrente dedicato, attivato dalla Prefettura di Torino, con la massima riservatezza sull'identità del beneficiario.
«Un sostegno mirato e flessibile – spiega il protocollo – finalizzato a preservare condizioni di vita dignitose e favorire la tenuta del percorso di collaborazione con l'autorità giudiziaria».
«Oggi dal Piemonte arriva un segnale importante a favore della legalità e al fianco di chi sceglie di schierarsi dalla parte giusta», hanno dichiarato all'unisono Cirio, Cafagna e Bombardieri.
Il prefetto Cafagna ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni: «Il protocollo consentirà di anticipare e affiancare le risorse statali fin dal primo momento in cui si manifesta la collaborazione del testimone. Un sostegno prezioso nella lotta alla criminalità organizzata in tutte le sue forme: economica, ambientale e legata al traffico di stupefacenti».
Il procuratore Bombardieri ha voluto rivolgere un messaggio all'opinione pubblica: «La firma di oggi ci dice che la Regione e le istituzioni di questo territorio non si girano dall'altra parte. Denunciare è fondamentale, è il primo atto a tutela della legalità. Schierarsi dalla parte giusta significa ristabilire regole di trasparenza, concorrenza e cultura della legalità nell'economia».
La presidente della Corte d'Appello, Alessandra Bassi, ha parlato di «un momento di altissimo valore istituzionale», ricordando che il percorso del testimone di giustizia è «difficilissimo, spesso fatto di isolamento sociale e fragilità economica». Il procuratore generale Lucia Musti ha richiamato il cosiddetto "modello Torino", già sperimentato con successo in altre occasioni, come il contributo regionale di 500mila euro per il processo di Brandizzo e il supporto allo scorrimento delle graduatorie per gli uffici giudiziari.
Il vicepresidente Maurizio Marrone ha infine ricordato gli altri fronti su cui la Regione è impegnata contro le mafie: l'aumento dei contributi per il riutilizzo sociale degli immobili confiscati, resi accessibili anche a piccoli comuni e associazioni, e l'avvio del fondo anti-usura. «Proseguiremo – ha concluso – fino alla vittoria su ogni mafia».


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