News | 25 maggio 2026, 14:18

Termovalorizzatori in Sicilia, progetti da record: «Emissioni più basse d'Europa, addio alle discariche»

Presentati a Palermo i piani definitivi per gli impianti di Palermo e Catania. Schifani: «Svolta storica, risparmi sulla Tari per famiglie e Comuni». Meglio di Copenaghen e Bolzano, produzione di energia per 174mila utenze.

Termovalorizzatori in Sicilia, progetti da record: «Emissioni più basse d'Europa, addio alle discariche»

Palermo. Una svolta storica, certificata da numeri da primato europeo. Questa mattina, a Palazzo d'Orléans, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha presentato alla stampa i progetti definitivi dei due nuovi termovalorizzatori che sorgeranno a Palermo e Catania. Impianti di ultima generazione destinati a chiudere definitivamente l'era delle discariche e a ridefinire il modello di gestione dei rifiuti nell'Isola.

Accanto al governatore, il responsabile unico del procedimento Salvo Cocina, l'ex ministro dell'Ambiente Corrado Clini (consulente del presidente) e i tecnici che hanno curato i progetti: Marco Cremonesi e Francesco Martino, insieme all'architetto Claudio Turrini.

«Oggi tagliamo un traguardo strategico – ha detto Schifani –. Abbiamo ottenuto il via libera dalla Commissione europea, portato avanti le procedure con Invitalia e il controllo dell'Anac. Ora possiamo andare avanti. Prevediamo di affidare i lavori nella primavera del 2027 e di inaugurare entro il 2028».

L'obiettivo finale, ha spiegato il presidente, non è solo ambientale ma anche economico: «Vogliamo arrivare alla riduzione della Tari. Un vantaggio diretto per i cittadini, che avranno città più pulite e risparmieranno». Un percorso in salita, ammette Schifani: «All'inizio venivo visto come un alieno. Ma oggi siamo a un punto di non ritorno. È uno dei giorni più importanti della mia vita».

Sul piano tecnico, i due impianti rappresentano un'avanguardia assoluta. Capacità di smaltimento complessiva pari a 600mila tonnellate all'anno. Produzione di energia elettrica per 469,6 GWh, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di 174mila famiglie siciliane.

Ma è sul fronte delle emissioni che i dati impressionano. «I nostri termovalorizzatori – ha spiegato l'ingegner Martino – sono tra i migliori al mondo e più efficienti di quelli di Copenaghen, punto di riferimento del settore, e di Bolzano, considerato il più performante in Italia. Meglio anche di quello in costruzione a Roma». Il dato chiave riguarda le diossine: gli impianti siciliani ne emetteranno il 96% in meno rispetto a Copenhill (Copenaghen) e il 97% in meno rispetto a Bolzano. Per avere un termine di paragone: l'impianto altoatesino rilascia in nove giorni le diossine che i due siciliani emetteranno in un anno intero.

Altro primato mondiale, il consumo idrico. L'intero fabbisogno sarà coperto da fonti di recupero e ricircolo: acque meteoriche, condense di processo e, rispettivamente, l'effluente del depuratore civile di Pantano d'Arci per Catania e il percolato dell'impianto di trattamento di Bellolampo per Palermo. Nessun prelievo da falde o acquedotto.

L'architetto Turrini ha illustrato le scelte progettuali: «A Palermo la struttura si mimetizza nel paesaggio di Bellolampo, con facciate in corten che richiamano la roccia siciliana. A Catania, in area industriale a tre chilometri dal mare, l'impianto diventerà un parco urbano pubblico, sul modello del Copenhill, con verde pensile e centro visitatori».

I termovalorizzatori rappresentano il tassello finale del nuovo Piano rifiuti regionale, recentemente approvato dalla Commissione europea. Un piano che prevede 9 impianti di selezione, 7 piattaforme per la differenziata, 2 biodigestori e 4 ampliamenti di discariche esistenti. L'obiettivo è portare la Sicilia al 65% di recupero di materia e ridurre al 10% il conferimento in discarica.

Oggi, una parte consistente dei rifiuti viene trasferita al Nord o all'estero, con costi di circa 380 euro a tonnellata, tre volte la media nazionale. Con i nuovi impianti, l'Isola tratterà in casa tutta la frazione non riciclabile. I conferimenti in discarica passeranno dalle 748mila tonnellate del 2027 alle 140mila del 2030. Il risparmio stimato è di circa 100 milioni di euro all'anno, a beneficio di Comuni e famiglie sulla Tari.

«La Commissione europea – ha sottolineato l'ex ministro Clini – ha apprezzato l'innovazione e la validità del piano, sia sotto il profilo delle emissioni sia per la sostenibilità complessiva della gestione».

Gli impianti, infine, garantiranno un'affidabilità da record: attivi per 8mila ore all'anno (91% del tempo), con due forni indipendenti ciascuno. Se uno si ferma per manutenzione, l'altro continua a produrre energia senza sprechi.

Redazione