News | 22 maggio 2026, 12:00

Sicurezza sul lavoro, la svolta nel codice penale

Corsia preferenziale per i reati e criteri oggettivi per la colpa dell’imprenditore

Sicurezza sul lavoro, la svolta nel codice penale

Una svolta annunciata da tempo, e ora formalizzata in un testo che potrebbe cambiare le regole della sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo scorso 12 maggio, il ministro della giustizia Carlo Nordio ha ricevuto la relazione finale della “commissione sicurezza lavoro” – un gruppo di 12 esperti presieduto dal viceministro Francesco Paolo Sisto, incaricato di ripensare le tutele penali e processuali per chi lavora in ambienti a rischio.

L’obiettivo, dichiarato più volte dal ministero, è duplice: rendere più efficace la repressione delle condotte colpose degli imprenditori, e garantire alle vittime (o ai loro familiari) un ruolo attivo e tempestivo nel procedimento penale. Il documento, pubblicato in sintesi sul sito del Dicastero, propone un intervento organico che tocca tre nervi scoperti dell’attuale sistema.

La prima innovazione riguarda la definizione della responsabilità datoriale. La commissione propone l’introduzione di criteri oggettivi e chiari per valutare la gravità della colpa dell’imprenditore. Con le nuove linee guida, si punta a parametri più rigidi riducendo il rischio di condanne lievi in caso di infortuni mortali.

La seconda proposta è di natura processuale e mira a spezzare i tempi lunghi della giustizia penale. Viene prevista una “corsia preferenziale” per i reati attinenti alla sicurezza sul lavoro, con un obbligo stringente per il pubblico ministero: quello di sentire la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel registro degli indagati.

Infine, il terzo pilastro della riforma riguarda il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). La commissione ne chiede il riconoscimento formale come soggetto di competenze tecniche esclusive e con autonomia operativa.

Critiche e aperture non mancano. Le associazioni dei datori di lavoro temono un eccesso di penalizzazione, mentre i sindacati giudicano le proposte “un primo passo, ma ancora insufficiente senza investimenti in ispezioni e formazione”. Resta il fatto che, per la prima volta in anni, il governo mette mano al codice penale e al rito con un disegno organico, e non solo con sanzioni amministrative.

Arianna Masu