Milano. Mentre l'intelligenza artificiale genera un appetito insaziabile di potenza di calcolo, un settore silenzioso ma cruciale sta vivendo un'autentica esplosione: quello del thermal management, ovvero l'insieme delle tecnologie per dissipare, gestire e controllare il calore nei sistemi elettronici e industriali. Secondo le ultime stime di Research and Markets (BCC Research), il mercato globale varrà circa 30 miliardi di dollari entro il 2030, in partenza da 19,8 miliardi nel 2025, con un tasso di crescita annuo composto dell'8,6%.
Numeri destinati a essere rivisti al rialzo se si considera l'accelerazione impressa dall'IA e dall'high-performance computing. Una delle analisi citate, quella di Grand View Research, arriva a prevedere per il solo segmento del cooling – raffreddamento – una traiettoria vertiginosa: oltre 26 miliardi di dollari nel 2025 e la possibilità di superare i 120 miliardi entro il 2033, con crescite annue a doppia cifra (oltre il 20%).
In questo scenario di domanda esponenziale, l'Italia può contare su un protagonista storico e poco noto al grande pubblico: Faster. L'azienda, fondata nel 1951 e con sede in provincia di Brescia, è da decenni un player globale nei sistemi di connessione idraulica ed elettrica. Oggi ha deciso di scommettere in modo deciso sulla gestione termica, lanciando una divisione dedicata.
Il cuore della nuova sfida di Faster è il raffreddamento a liquido (liquid cooling) per i data center di prossima generazione. Mentre i tradizionali sistemi ad aria mostrano il fiato corto di fronte a chip sempre più potenti e densi, il raffreddamento a liquido diventa non più un'opzione ma una necessità. Faster ha messo a punto una gamma che include i sistemi UQD e UQDB (conformi agli standard Open Compute Project) e le soluzioni LQC, pensate per ambienti ad altissima densità di calore.
"L'aumento della densità energetica, l'elettrificazione e la diffusione di sistemi ad alte prestazioni rendono la gestione termica sempre più centrale", spiega Matteo Arduini, CEO di Faster. "I data center si confermano tra i principali motori di sviluppo. L'espansione di applicazioni legate a IA, cloud e high-performance computing sta generando livelli di calore senza precedenti, accelerando l'adozione di tecnologie più evolute come il liquid cooling. La gestione termica si afferma come un abilitatore strategico per lo sviluppo dell'economia digitale".
Faster non parte da zero. Con 75 anni di esperienza nella progettazione di sistemi per fluidi in ambienti complessi, l'azienda ha sviluppato competenze meccaniche e ingegneristiche oggi riapplicate al thermal management. Dal 2018 fa parte di Helios, gruppo americano quotato al Nyse (HLIO) specializzato in sistemi di controllo idraulico ed elettronico, che nel 2025 ha registrato ricavi per 839 milioni di euro. Una solidità industriale che a Faster si traduce in presenza diretta in aree strategiche (Stati Uniti, India, Brasile, Cina) e capacità di co-design con il cliente.
"Per Faster questa nuova divisione rappresenta una tappa chiave", aggiunge Arduini. "È un pilastro strategico per il futuro dell'azienda e rafforza il nostro ruolo di partner tecnologico, con l'obiettivo di generare valore concreto per clienti e mercato". In un mondo in cui i data center consumano e si surriscaldano sempre di più, la capacità di raffreddarli in modo efficiente è destinata a diventare uno dei fattori competitivi decisivi del prossimo decennio. E l'Italia, con la sua tradizione manifatturiera, intende giocare un ruolo da protagonista.


Denis Prudente



