News | 29 aprile 2026, 09:53

Sicilia, quattro nuovi bandi per imprese e innovazione: oltre 100 milioni dal Fesr

L'assessorato regionale alle Attività produttive avvia il confronto con associazioni e sindacati. Tamajo: «Strumenti concreti per sostenere chi fa impresa e creare lavoro»

Sicilia, quattro nuovi bandi per imprese e innovazione: oltre 100 milioni dal Fesr

Palermo – Un pacchetto da oltre 100 milioni di euro per rilanciare il sistema produttivo siciliano. Sono stati presentati oggi dall'assessorato regionale delle Attività produttive i quattro nuovi bandi destinati a sviluppo, imprese e innovazione, finanziati dal Programma Fesr Sicilia 2021-2027. L'incontro, che si è tenuto nella sala Libero Grassi di via degli Emiri a Palermo, ha aperto ufficialmente il confronto con il territorio: presenti associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, imprese e distretti produttivi, chiamati a inviare entro una settimana osservazioni e proposte di modifica prima della definizione definitiva degli avvisi.

«Non sono bandi isolati – ha dichiarato l'assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – ma parte di una strategia che punta a rafforzare il nostro sistema produttivo e a creare nuove opportunità di lavoro. Abbiamo scelto di aprire subito il confronto con il partenariato economico e sociale, perché vogliamo costruire misure realmente utili e accessibili. Questa settimana servirà proprio a migliorare i bandi, semplificarli e renderli più efficaci».

Le risorse messe in campo sono suddivise in quattro azioni distinte, pensate per coprire diverse fasi della vita di un'impresa: dalla nascita agli investimenti per lo sviluppo e la riconversione.

Oltre 40 milioni per le nuove micro e piccole imprese. Il primo bando (Azione 1.3.1 territorializzata) è dedicato alla creazione di nuove attività nei territori siciliani, con una dotazione di oltre 40 milioni di euro. Il contributo arriva fino all'80% delle spese a fondo perduto, un incentivo particolarmente generoso per chi vuole mettersi in proprio. Accanto a questo, un secondo bando (Azione 1.3.1 regionale) destina circa 22,3 milioni di euro alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese innovative su scala regionale, con un focus su startup e realtà ad alto contenuto tecnologico.

Investimenti fino a 3 milioni per le imprese esistenti. Le altre due misure sono rivolte a chi ha già avviato un'attività e vuole crescere. L'Azione 1.3.2 territorializzata sostiene gli investimenti delle imprese già operanti nei territori, con programmi che vanno da 500 mila a 3 milioni di euro per progetti di innovazione, ampliamento o riconversione produttiva. Infine, l'Azione 1.3.2 regionale mette a disposizione 21 milioni di euro per investimenti su scala regionale, con una quota espressamente riservata alle Zone economiche speciali (Zes) e alle aree di crisi industriale complessa. In questo caso, gli strumenti combinano contributi a fondo perduto e finanza agevolata, per alleggerire il peso degli investimenti sulle spalle degli imprenditori.

«L'obiettivo – ha aggiunto Tamajo – è trasformare le risorse europee in sviluppo reale: più investimenti, più occupazione e maggiore competitività per le imprese siciliane. Vogliamo garantire tempi certi e procedure più snelle, dando risposte concrete al mondo produttivo».

La scelta di aprire una finestra di una settimana per la raccolta di osservazioni e proposte di modifica rappresenta un'innovazione metodologica non secondaria. L'assessorato punta a evitare il rischio di bandi calati dall'alto, spesso distanti dalle reali esigenze delle aziende. Associazioni di categoria e sindacati avranno così l'opportunità di segnalare criticità, suggerire semplificazioni burocratiche e indicare eventuali correttivi prima della stesura definitiva.

Il percorso proseguirà nei prossimi giorni con la raccolta dei contributi e la successiva pubblicazione degli avvisi definitivi. L'auspicio, condiviso da tutte le parti in causa, è che le risorse europee non restino sulla carta ma si traducano rapidamente in cantieri, assunzioni e nuova competitività per un territorio che, nonostante le difficoltà storiche, continua a scommettere sull'impresa come motore di riscatto.

Redazione