RORÀ – Un paese senza pane, latte e un caffè caldo da condividere con i vicini rischia di diventare un paese fantasma. Oggi, questo destino si allontana dal piccolo comune della Val Pellice. Nel pomeriggio di sabato, in piazza Fontana, la comunità di Rorà ha festeggiato la riapertura del suo negozio di vicinato con bar, ospitato nei restaurati spazi dell'ex canonica. Un taglio del nastro che vale molto più di un semplice atto amministrativo: è il simbolo di una resistenza attiva contro lo spopolamento.
La chiusura, durata alcuni mesi, aveva lasciato un vuoto incolmabile nel tessuto sociale del borgo. Ora, grazie a un intervento mirato della Regione Piemonte attraverso i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), l'attività riprende vita. L'immobile, un tempo di proprietà dell'Istituto diocesano di Pinerolo, è stato acquisito dal Comune per diventare il fulcro del progetto "Histoire de Pierre".
All'inaugurazione, l'assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, e la sindaca Claudia Bertinat hanno tagliato idealmente il nastro davanti a un pubblico numeroso e partecipe. «Nei piccoli borghi di montagna un negozio di vicinato è molto più di un esercizio commerciale», ha spiegato Vignale. «Garantisce autonomia, soprattutto alle persone più anziane, contrasta l'isolamento e aiuta i paesi a restare vivi. Quando un'attività di questo tipo si ferma, non si perde solo una comodità, ma si indebolisce il tessuto sociale del territorio».
L'operazione ha richiesto un investimento complessivo di 105.000 euro. La Regione Piemonte ha stanziato un contributo di 50.000 euro attinto dal Fondo Sviluppo e Coesione, mentre la parte restante è stata coperta con risorse del bilancio comunale. Una sinergia virtuosa che ha permesso non solo l'acquisto dello stabile, ma anche l'avvio della sua ristrutturazione.
Ma la vera novità è lo sguardo al futuro. Il nuovo spazio non sarà soltanto un luogo dove fare la spesa o bere un caffè. L’amministrazione comunale sta lavorando per trasformarlo in una "Bottega dei servizi" all'avanguardia. Nei prossimi mesi, la struttura accoglierà una lavanderia comunale (con lavatrici e asciugatrici a disposizione di residenti e turisti del campeggio) e uno spazio polifunzionale con postazioni per il coworking. Un modo per attrarre lavoratori flessibili e visitatori, creando nuova linfa vitale per l'economia locale.
«Mantenere aperti questi presìdi – ha concluso l'assessore Vignale – vuol dire tutelare la qualità della vita dei borghi e garantire futuro a questi territori». Con la riapertura di oggi, Rorà scrive la prima pagina di un nuovo capitolo, fatto di comunità, resistenza e innovazione.


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