News | 10 aprile 2026, 12:00

Sicurezza sul lavoro e smart working, la nuova Legge per le PMI cambia le regole

Dal 7 aprile in vigore la Legge 34/2026: obbligo di informativa scritta annuale per i dipendenti in modalità agile. Esonero assicurativo per carrelli in aree portuali e ferroviarie, piattaforme elevabili sotto verifica periodica

Sicurezza sul lavoro e smart working, la nuova Legge per le PMI cambia le regole

Dal 7 aprile è entrata in vigore la Legge 34/2026, denominata "Legge annuale sulle piccole e medie imprese", pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo scorso. Il provvedimento introduce diverse novità significative in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione allo smart working e alle attrezzature utilizzate in contesti logistici e industriali. Un intervento normativo che interessa un ampio spettro di aziende, chiamate ad adeguarsi a nuovi obblighi formali e sostanziali.

Il cuore delle disposizioni è contenuto nell'articolo 11, dedicato alla "Salute e sicurezza per le prestazioni in modalità agile". La norma impone ai datori di lavoro di assolvere agli obblighi sulla sicurezza anche per i dipendenti che lavorano in smart working. Nello specifico, viene introdotto l'obbligo di consegnare al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza un'informativa scritta annuale "nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro". Tra i rischi da elencare rientrano, ad esempio, quelli legati all'uso prolungato dei videoterminali, alla postura, all'isolamento e alla gestione degli spazi domestici adibiti a ufficio. L'obbligo, che finora era solo raccomandato o lasciato alla prassi aziendale, diventa quindi formale e periodico: ogni anno il datore di lavoro dovrà produrre e diffondere questo documento.

Ma non solo smart working. La legge interviene anche su altri fronti della sicurezza operativa. Una delle novità più rilevanti riguarda l'esonero dall'assicurazione obbligatoria per i carrelli elevatori e per altri veicoli utilizzati dalle imprese in aree ferroviarie, portuali e aeroportuali. Si tratta di una misura pensata per ridurre gli oneri burocratici e assicurativi in contesti ad alta specializzazione, dove le dinamiche di rischio sono già regolate da normative specifiche di settore. Contestualmente, la legge include le piattaforme mobili elevabili (le comuni "muletti" con piattaforma per sollevamento persone) tra le attrezzature di lavoro soggette a verifica periodica. Un inserimento che allinea queste macchine ad altre attrezzature già sottoposte a controlli tecnici ricorrenti, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza degli operatori che le utilizzano, in particolare nei cantieri e nei magazzini. Per le imprese, ciò si traduce in nuovi adempimenti di manutenzione e certificazione da programmare con adeguato anticipo.

Arianna Masu