News | 25 maggio 2026, 09:19

Donare sangue per combattere la mafia: Schifani lancia l’appello a 800 studenti al Politeama

Tre giornate della memoria trasformate in raccolta (giù 4mila sacche nel primo anno). Il presidente: «Criminalità non vince, costruite il vostro futuro in Sicilia»

Donare sangue per combattere la mafia: Schifani lancia l’appello a 800 studenti al Politeama

Palermo – «Dal sangue versato al sangue donato». È il filo rosso che ha legato questa mattina il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a circa 800 studenti provenienti da 16 scuole di tutte le province dell’isola. Ad accoglierli, il teatro Politeama Garibaldi di Palermo, a pochi giorni dal ricordo della strage di Capaci, per un evento voluto dal Dasoe (Dipartimento delle Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico) dell’assessorato regionale alla Salute.

Sul palco, Schifani ha spiegato ai ragazzi il significato profondo di una scelta diventata legge regionale: istituire tre giornate dedicate alla donazione del sangue in coincidenza con date simbolo della lotta alla mafia – il 23 maggio (strage di Capaci), il 19 luglio (strage di via D’Amelio) e il 21 settembre (anniversario della morte del giudice Rosario Livatino). «Date che hanno ferito la società e i nostri sentimenti – ha detto il presidente – ma che hanno anche innescato una reazione forte dei cittadini e delle istituzioni contro la mafia». Un meccanismo virtuoso che già nel primo anno ha prodotto oltre quattromila sacche di sangue, contribuendo a coprire il fabbisogno estivo, periodo tradizionalmente critico per le scorte.

«La criminalità non può e non deve vincere – ha aggiunto rivolgendosi agli studenti – e abbiamo bisogno del vostro contributo, non solo nelle occasioni di solidarietà ma nel quotidiano, con i piccoli e grandi comportamenti di ogni giorno». Cultura della legalità, per Schifani, significa «rispetto delle regole, come stile di vita». E donare sangue rappresenta «un gesto di una società sana basata sulla solidarietà», un principio costituzionale che «cerchiamo di portare avanti prestando attenzione alle fasce sociali più in difficoltà, non con l’elemosina ma con interventi che possano dare dignità».

Prima dell’appello alla donazione, il presidente ha ripercorso il periodo delle stragi di mafia e la reazione dello Stato, ricordando la legge Rognoni-La Torre per aggredire i patrimoni criminali e le successive innovazioni come il sequestro per equivalente. Poi lo sguardo si è spostato sul futuro, diretto proprio ai giovani in sala: «Voi avete tutto il diritto di poter costruire il vostro futuro in Sicilia. Stiamo lavorando perché possiate restare qui, senza dover per forza emigrare. Non lo dobbiamo consentire».

L’evento ha alternato momenti di sensibilizzazione pratica – con focus su droghe, alcol, emergenze sanitarie, donazione di sangue e organi – e lo spettacolo teatrale "L’ultima estate. Falcone e Borsellino 30 anni dopo", messo in scena dalla compagnia Knk Teatro. A chiudere i lavori, l’assessore alla Salute Marcello Caruso: «Oggi mettiamo insieme memoria e solidarietà, due grandi valori da trasmettere alle nuove generazioni. È il gesto più bello che esista, e va ripetuto perché il messaggio non perda mai la sua intensità».

Redazione