News | 25 maggio 2026, 12:00

Benzina, il governo proroga gli sconti ma taglia il diesel

perché il caro carburanti fa ancora paura

Benzina, il governo proroga gli sconti ma taglia il diesel

La nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti conferma quanto il governo consideri ormai strutturale l’emergenza energetica legata alla crisi dello Stretto di Hormuz. 
Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il quarto decreto consecutivo per contenere i rincari di benzina e diesel, estendendo gli sconti fiscali fino al 6 giugno 2026. 
La novità principale riguarda però il diesel. Se per la benzina resta confermato il taglio di 5 centesimi al litro (6,1 con IVA), lo sconto sul gasolio viene dimezzato: da 20 a 10 centesimi al litro. 
Una scelta che riflette le difficoltà del governo nel sostenere economicamente la misura, diventata sempre più costosa con il protrarsi della crisi internazionale. Secondo le stime riportate da Quattroruote e NewsAuto, il taglio delle accise costa ormai circa un miliardo di euro al mese alle casse pubbliche. Le coperture arrivano da extragettito IVA, sanzioni Antitrust e altri fondi straordinari, ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ammesso che le risorse non sono infinite. Il decreto nasce soprattutto per evitare un nuovo shock economico e logistico. 
La crisi nello Stretto di Hormuz continua infatti a tenere alta la pressione sui mercati energetici. Dopo l’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele, il traffico navale nell’area si è quasi fermato per giorni, facendo impennare il prezzo del greggio e dei carburanti raffinati.
Ma la proroga non riguarda soltanto automobilisti e famiglie. Il governo ha inserito nel decreto anche 300 milioni di euro di crediti d’imposta per l’autotrasporto, misura che ha portato alla sospensione dello sciopero nazionale dei camionisti previsto a fine maggio. 
Previsti inoltre tempi più rapidi per i rimborsi sulle accise e agevolazioni fiscali per imprese e partite IVA colpite dal caro energia.
Dal punto di vista politico ed economico, il messaggio è chiaro: Palazzo Chigi teme che un prolungamento della crisi energetica possa avere effetti diretti sull’inflazione e sulla crescita italiana. 
Secondo Giorgetti, «le previsioni in caso di un prolungamento del conflitto sono molto serie», non solo per il prezzo della benzina ma per l’intera catena industriale europea.
La proroga fino al 6 giugno appare quindi più come una misura tampone che una soluzione definitiva. Se la tensione nel Golfo Persico dovesse continuare, il governo potrebbe essere costretto a nuovi interventi straordinari, con un costo sempre più pesante per i conti pubblici italiani.

Marta Zanni