Gli stati Europei e le scelte europee errate sul nucleare
Dal 1991 gli stati europei hanno progressivamente diminuito la loro quota energetica di Nucleare dei loro mix energetici. Tutto ciò è stata una scelta strategica errata e che ha esposto il vecchio continente ad una dipendenza energetica petrolifera e di gas da parte di Paesi con maggiori riserve di combustibile fossile. Negli anni 90 il fabbisogno energetico prodotto dall’energia Nucleare era pari ad un terzo del continente, ad oggi è 15%, così Ursula Von Der Leyen, (presidente della commissione europea) annuncia in un suo discorso la scelta errata strategica compiuta dai paesi Europei, aumentando la loro dipendenza e rendendoli più deboli da eventi esterni. Questa dichiarazione è in linea anche con la dichiarazione dell’Ex cancelliere Frederich Merz che denotava quanto la Germania avesse compiuto una scelta sbagliata nella chiusura delle proprie centrali Nucleari. Infatti, le ripercussioni di una minore indipendenza energetica soprattutto nei momenti storici come quelli attuali sconvolti da guerre, aumenta i prezzi, i rincari e costi in bolletta per famiglie e imprese.
Lo stretto di Hormuz e il mondo europeo
Ad oggi il 10% del fabbisogno energetico di petrolio utilizzato dagli stati Europei passa dallo Stretto di Hormuz e la guerra ha messo in crisi questa tratta precedentemente sicura. Avendo l’Iran una visione diretta su tutto il petrolio che passa nello stretto e sulle navi petrolifere, gli scambi commerciali che avvengono tra i paesi arabi e il mondo europeo, sono incerti diminuendo fino al 60% dei barili di petrolio che precedentemente transitavano dallo stretto. La conseguenza ricaduta sui paesi UE rappresenta una speculazione su tutti i prodotti e carburanti, aumentando così i prezzi e potendo costringere in futuro i governi nazionali ad utilizzare le loro scorte energetiche conservate, fin quando la situazione non si stabilizzerà.
Alleanza Nucleare e Stati Europei
L’Alleanza Nucleare (15 Paesi, inclusa l'Italia) preme per il riconoscimento dell'atomo come "attività sostenibile" nella Tassonomia UE. Sebbene il Consorzio EAGLES (Ansaldo, ENEA) acceleri sull'SMR a piombo EAGLES-300 per il 2039, i 200 milioni UE sono simbolici rispetto ai 500 miliardi necessari al 2050 (stime PINC). L’Alleanza chiede azioni concrete per finanziare non solo SMR, ma anche grandi reattori e cicli del combustibile. Per il ministro Pichetto Fratin, l'atomo è strutturale per la sicurezza energetica e la competitività, unico modo per stabilizzare il sistema elettrico europeo e colmare il gap finanziario e produttivo che minaccia la decarbonizzazione e l'autonomia strategica.


Patrick Chiavuzzo



