Milano – Proteggere il patrimonio olivicolo lombardo senza abbassare la guardia sulla qualità dell'aria. Con questo obiettivo, Regione Lombardia ha rinnovato anche per il 2026 la misura fitosanitaria che consente la combustione dei residui derivanti dalla potatura degli olivi negli areali olivicoli regionali. Il provvedimento, approvato dal Servizio fitosanitario regionale, riguarda in particolare i territori interessati dalle denominazioni dell'olio extravergine Garda DOP e Laghi Lombardi, dove negli ultimi anni si è registrata la presenza di diversi organismi nocivi che possono compromettere la produzione .
Il decreto, comunicato dagli assessori Alessandro Beduschi (Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima), consente l'eliminazione del materiale di potatura tramite combustione controllata anche nel periodo in cui normalmente vige il divieto di abbruciamento dei residui vegetali, che in Lombardia va dal 1° ottobre al 31 marzo . Una deroga motivata dalla necessità di ridurre l'"inoculo" di patogeni e parassiti che svernano nelle parti legnose delle piante, approfittando dei mesi invernali per annidarsi e riprodursi.
La misura si applica nei territori olivicoli delle province di Brescia, Bergamo, Como e Lecco, seguendo precise modalità operative: la combustione deve avvenire tramite piccoli cumuli di materiale vegetale, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa regionale sulla qualità dell'aria . Non si tratta quindi di un'autorizzazione indiscriminata a bruciare, ma di una pratica mirata e controllata, pensata esclusivamente per finalità fitosanitarie.
«Con questo provvedimento rinnoviamo una misura attesa dagli olivicoltori del nostro territorio – dichiarano gli assessori Beduschi e Maione – Parliamo di una pratica mirata e controllata che ha una finalità esclusivamente fitosanitaria: eliminare il materiale di potatura significa ridurre la presenza di patogeni e parassiti che negli ultimi anni hanno creato problemi significativi agli oliveti. È un intervento concreto per difendere una coltura identitaria dei territori gardesani e dei laghi lombardi, che produce oli di grande qualità e rappresenta anche un elemento importante del paesaggio agricolo» .
La decisione della Regione nasce dall'esigenza di contrastare organismi nocivi che minacciano la salute degli oliveti. Tra i patogeni monitorati dal Servizio fitosanitario figurano la rogna dell'olivo, diversi agenti di cancri rameali, patogeni responsabili di disseccamenti e alcune infestazioni di insetti che possono compromettere la vitalità delle piante .
Già nel 2025, una analoga deroga era stata concessa per fronteggiare l'emergenza fitosanitaria, con particolare attenzione alla cimice asiatica e ad altri organismi che trovano rifugio proprio nei rami potati durante la stagione fredda . La conferma per il 2026 arriva dopo un monitoraggio che ha evidenziato la persistenza delle criticità.
La normativa nazionale di riferimento (D.Lgs n. 152/06) prevede in generale il divieto di combustione all'aperto dei residui vegetali, a causa delle elevate emissioni di inquinanti come polveri sottili (PM10), monossido di carbonio e composti organici volatili . Tuttavia, l'articolo 182, comma 6 bis, del Testo Unico Ambientale stabilisce deroghe per la combustione in loco di residui vegetali in piccoli cumuli (non superiori a tre metri steri per ettaro) per finalità agricole, a patto che avvenga con metodi che non danneggiano l'ambiente né mettono in pericolo la salute umana .
Regione Lombardia ha recepito queste indicazioni, ampliando il periodo di divieto generale ai mesi di ottobre e marzo rispetto a quello individuato a livello nazionale (novembre-febbraio più luglio-agosto), ma ha contestualmente previsto la possibilità di deroghe per motivi fitosanitari . È quanto avviene oggi per gli oliveti.
«Questa misura – concludono Beduschi e Maione – dimostra come sia possibile tenere insieme la tutela dell'ambiente e le esigenze dell'agricoltura. La deroga è limitata, controllata e motivata da ragioni fitosanitarie precise: serve a difendere il patrimonio olivicolo lombardo e a garantire la salute degli oliveti, senza abbassare l'attenzione sulla qualità dell'aria. È un esempio concreto di collaborazione tra agricoltura e ambiente per gestire in modo responsabile il territorio» .
Un provvedimento che conferma l'attenzione della Regione verso una filiera di eccellenza, quella dell'olio extravergine lombardo, che oltre al valore produttivo rappresenta un presidio fondamentale per il paesaggio e il turismo dei territori lacustri.


Redazione



