News | 08 giugno 2026, 12:00

Stipendi più trasparenti

Cosa cambia per lavoratori e imprese con le nuove regole europee

Stipendi più trasparenti

Dal 7 giugno 2026 entrano in vigore in Italia le nuove norme sulla trasparenza retributiva, introdotte dal decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea 2023/970. 
L’obiettivo è ridurre il divario salariale di genere e garantire maggiore chiarezza sui criteri con cui vengono determinati stipendi e progressioni di carriera. 

Per i lavoratori la novità più evidente riguarda la fase di assunzione. Le aziende dovranno indicare la retribuzione iniziale o la fascia salariale prevista per una posizione già negli annunci di lavoro o comunque prima del colloquio. Inoltre, i datori di lavoro non potranno più chiedere ai candidati quanto percepivano nei precedenti impieghi, una pratica ritenuta tra le cause del perpetuarsi delle disuguaglianze salariali.

Cambiano anche i diritti dei dipendenti. I lavoratori potranno ottenere informazioni sui livelli retributivi medi, suddivisi per genere, relativi a mansioni uguali o di pari valore.  Le imprese saranno inoltre tenute a rendere più chiari e oggettivi i criteri utilizzati per determinare retribuzioni, bonus e avanzamenti professionali.

Sul fronte economico, il decreto comporta nuovi adempimenti per le aziende, soprattutto quelle di maggiori dimensioni. Le imprese con almeno 100 dipendenti dovranno raccogliere e comunicare dati sul divario retributivo interno, mentre quelle più grandi saranno soggette a obblighi periodici di rendicontazione. Ciò richiederà investimenti in sistemi di monitoraggio, gestione delle risorse umane e revisione delle politiche salariali.

Secondo la Commissione europea, una maggiore trasparenza può contribuire a ridurre il gender pay gap e migliorare la fiducia dei lavoratori nei confronti delle aziende. Tuttavia, associazioni imprenditoriali e consulenti del lavoro segnalano il rischio di un aumento degli oneri amministrativi, soprattutto per le realtà che non dispongono di strutture HR evolute.

La sfida sarà quindi conciliare trasparenza e competitività. Per i consumatori-lavoratori la riforma promette più informazioni e maggiore equità; per le imprese rappresenta invece un cambiamento culturale che potrebbe rendere il mercato del lavoro più attrattivo e meritocratico nel lungo periodo.

Marta Zanni