News | 19 febbraio 2026, 20:40

Continuità operativa e tutela del reddito nel BPO, l'intesa strategica che blinda il settore dell'esternalizzazione

Continuità operativa e tutela del reddito nel BPO, l'intesa strategica che blinda il settore dell'esternalizzazione

Nel delicato e sempre più complesso mondo dell'esternalizzazione dei processi aziendali, un comparto noto a livello tecnico come BPO (Business Process Outsourcing), la stabilità dei contratti e la continuità operativa rappresentano sfide quotidiane e cruciali. Una sfida che, in un momento storico caratterizzato da diffusa incertezza per i comparti produttivi, ha visto una risoluzione positiva e di grande interesse per tutto l'indotto locale, incluse le piccole e medie imprese e i liberi professionisti che spesso collaborano o gravitano attorno ai grandi appalti di servizi. È stato infatti ratificato un accordo fondamentale che garantisce il mantenimento di tutti i livelli occupazionali e la conferma delle retribuzioni per centinaia di addetti precedentemente coinvolti in una delicata transizione legata alle commesse della digitalizzazione documentale.

Il fulcro dell'intesa riguarda proprio le attività legate a specifici processi esternalizzati, un settore in cui i frequenti cambi di appalto e di fornitori generano non di rado forti tensioni occupazionali e aziendali. Attraverso un serrato tavolo di confronto istituzionale, presieduto dall'Assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e sostenuto dall'impegno in prima linea del Presidente della Regione Bardi, si è giunti a un decisivo punto di svolta. Alla presenza del Direttore Generale del Dipartimento, Giuseppina Lo Vecchio, le trattative hanno visto il confronto diretto di grandi committenti e player di settore quali Enel, Accenture, Datacontact e l'azienda uscente. Accanto a loro, una fitta rappresentanza sindacale – comprensiva di Cgil, Cisl, Uil, Fismic e Ugl – e i sindaci dei territori coinvolti, nello specifico i primi cittadini di Tito, Satriano e Sant’Angelo Le Fratte.

L'esito di questo lungo e complesso iter si è tradotto in una triplice, essenziale garanzia: salvaguardia dei posti di lavoro, tutela dei salari pregressi e mantenimento delle sedi operative. Entrando nel dettaglio dell'assetto organizzativo concordato, i vertici di Accenture hanno rassicurato il tavolo spiegando che non vi sarà alcun trasferimento forzato per il personale. Per quanto concerne i lotti di propria competenza, è stata individuata una sede operativa a Potenza capace di accogliere e assorbire ben 328 lavoratori. Un passaggio che rappresenta un pilastro di stabilità per l'economia del territorio.

Dal punto di vista prettamente economico e contrattuale – un aspetto di primaria importanza per chiunque analizzi il mercato del lavoro e la stabilità dei redditi – le remunerazioni salariali non subiranno alcuna decurtazione. L'accordo certifica, infatti, il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata dai dipendenti, conservando rigorosamente intatti i livelli e le qualifiche professionali precedentemente acquisiti. Gli ulteriori passaggi di natura normativa e la precisa organizzazione del lavoro verranno ora definiti attraverso i consueti tavoli di contrattazione tra le imprese coinvolte e le sigle sindacali, nel pieno rispetto delle prassi del settore.

Complessivamente, l'operazione si chiude mettendo in sicurezza il futuro di 382 lavoratori e delle rispettive famiglie, disinnescando una situazione il cui esito iniziale appariva tutt'altro che scontato. L'Assessore Cupparo ha sottolineato come le polemiche e le strumentalizzazioni politiche emerse durante i mesi di trattativa, comprese quelle sollevate dalle opposizioni, si siano rivelate prive di significato di fronte alla concretezza dei risultati.

Il settore del BPO coinvolge da tempo una vastità di aziende e professionisti; proprio per la sua intrinseca criticità, l'attenzione delle istituzioni resta alta anche a livello nazionale, con tavoli di crisi tuttora aperti presso il Ministero delle Imprese. La risoluzione di questa specifica vertenza dimostra, in definitiva, come la tenacia nel confronto con tutte le parti interessate e lo sforzo costante di negoziazione rappresentino l'unico strumento davvero efficace per tutelare i poli produttivi, evitando la perdita anche di un solo posto di lavoro in una congiuntura economica già duramente provata.

Redazione