POLICORO – Una candidatura che è molto più di un dossier. È la rivendicazione di un’identità, la scommessa di un territorio che ha deciso di smettere di pensarsi come “periferia” per riscoprirsi cuore pulsante di un Mediterraneo fatto di storia, cultura e concretezza. Oggi, a Policoro, è stata ufficialmente presentata la sfida per diventare “Capitale italiana del Mare 2024”, un titolo ambito che vede la città ionica protagonista di un progetto corale. A portare i saluti istituzionali della Regione Basilicata, su delega del Presidente Vito Bardi, è stato l’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico.
“Oggi non presentiamo solo dei documenti – ha esordito con forza Latronico, rivolgendosi al sindaco Enrico Bianco, ai docenti e ai partner del progetto – rivendichiamo un’identità. Policoro non finisce dove finisce la sua spiaggia. Questa è la voce della Costa Ionica Metapontina che si alza all’unisono, coinvolgendo il Basso Sinni, i borghi dell’interno, le valli. Il mare, per noi, non è un confine geografico ma un ponte di civiltà che collega l’entroterra alle rotte del Mediterraneo”. Un concetto chiaro fin dall’inizio: la candidatura non riguarda un solo comune, ma un intero distretto che vuole ritrovare la sua centralità.
La forza della proposta lucana, secondo l’assessore, poggia su solide basi strutturali. “Policoro ha la muscolatura di un capoluogo – ha spiegato Latronico –. Lo dicono i servizi, l’ospedale, i poli scolastici, i presidi di legalità. È una città-cerniera che già oggi esercita una funzione di guida per l’intera area. Questa solidità rende la candidatura credibile agli occhi del Ministero: abbiamo la forza strutturale di una città e il cuore antico di una comunità radicata”. Un binomio, quello tra modernità e radici, che diventa il vero punto di forza.
Quelle radici affondano nelle acque millenarie della Magna Grecia. Il cuore del progetto batte infatti tra le rovine di Siris ed Heraclea, con un forte coinvolgimento del mondo universitario, citato nel professor Martorella. “Il marketing territoriale senza la ricerca scientifica non decolla – ha sottolineato Latronico –. Noi puntiamo sulla storia millenaria che da Metaponto arriva ad Anglona. Chi viene qui per il sole deve ‘inciampare’ nella bellezza della Magna Grecia. Vogliamo un turismo dove l’esperienza culturale sia totale, un itinerario di benessere che curi l’anima e lo spirito”. L’obiettivo è trasformare la visita in un percorso di scoperta profonda, che vada oltre la semplice vacanza balneare.
Ma la visione di Latronico, che ricopre anche la delega alla Salute, va oltre il turismo. La cultura, per essere davvero sostenibile, deve tradursi in opportunità concrete. “Rafforzare il brand ‘Costa Ionica’ – ha proseguito – significa dare più valore alle nostre eccellenze ortofrutticole, l’oro rosso e bianco della nostra terra. Significa dare certezze alle maestranze e combattere lo spopolamento”. In questa ottica, la candidatura assume una dimensione sociale e persino sanitaria: “Come assessore alla Salute, vedo in questo progetto una missione sociale: una comunità consapevole della propria bellezza è una comunità più sana, più coesa e più inclusiva”.
Il messaggio finale della Regione è un impegno senza riserve. “Rispondiamo alla sfida nazionale con tremila anni di storia e una capacità organizzativa moderna – ha concluso Latronico –. La vittoria di Policoro sarebbe il riconoscimento della dignità di un intero distretto mediterraneo. Il lavoro è appena iniziato, ma l’approdo è vicino”. Una sfida che, dalle parole dell’assessore, sembra già una promessa di riscatto per l’intera Basilicata ionica.


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