News | 28 gennaio 2026, 10:00

Lo stop commerciale Ue-Mercosur è una scelta sensata?

L’export, il rinvio e le politiche, le preoccupazioni

Lo stop commerciale Ue-Mercosur è una scelta sensata?

L’export vantaggioso, i posti di lavoro e il mercato
Lo stop dell’accordo commerciale e il posticipo con l’area Mercosur rappresentano una debolezza strategica Europea. Il rimando sulla decisione dell’accordo alla Corte di Giustizia europea rimane un’opportunità mancata e segnale di assenza di responsabilità tipica di questa classe parlamentare attuale europea. Siglare l’accordo e rispettarlo tra le aree geografiche di Unione Europea e Mercosur rappresenta una connessione capace di aprire un mercato di 700 milioni di consumatori con un PIL complessivo di 2,7 trilioni di euro. La Commissione Europea aveva già previsto di preservare il mercato interno imponendo alle merci in entrata il rispetto delle normative Europee e l’acquisto da parte dei consumatori Europei con anche un fondo di garanzia per gli agricoltori pari a circa 1 Miliardo. L’analisi dei benefici economici per i due continenti con il progressivo aumento dei posti di lavoro stimati per PMI e tutta la filiera e di supply chain, rappresenta l’accordo come un vero e proprio snodo commerciale. Sarà estremamente vantaggioso per quegli stati che basano parte della loro economia sull’export di qualità come: Francia, Italia, Germania o Spagna eliminando dazi commerciali e allargando la possibilità di vendita di beni e servizi.

Lo Stop da parte della Politica nazionale
Nonostante il valore economico, la ratifica ha subito una brusca frenata al Parlamento Europeo. Con una maggioranza leggermente superiore (334 voti favorevoli contro 324), l’Eurocamera ha approvato il rinvio del dossier alla Corte di Giustizia dell’UE (CGUE) per verificarne la compatibilità con i Trattati. Al centro della disputa non c’è il merito commerciale, ma la strategia dello “splitting” adottata dalla Commissione ovvero la scissione del trattato in un accordo di partenariato globale e un Accordo Commerciale Interinale (ITA). Questa struttura è stata ideata per accelerare l’entrata in vigore della parte commerciale evitando il voto dei parlamenti nazionali, ma rimane contestato da chi ritiene che temi come la tutela climatica, la deforestazione e gli standard agricoli ricadano nelle competenze condivise degli Stati membri. Il dubbio legale è che l’Unione stia eccedendo le proprie attribuzioni, forzando un iter che bypassa la sovranità nazionale in settori ultrasensibili, già scossi dalle proteste degli agricoltori europei.

I ritardi, dati tecnici e l’attesa della Corte
Questo stallo giuridico comporterà ritardi critici, stimati in uno slittamento di almeno 18-24 mesi. Anima Confindustria esprime forte preoccupazione riguardante il rinvio dell’accordo. Tutto ciò significa rinunciare a una crescita dell’export meccanico pari al 20% già nel primo triennio. In una fase di rallentamento della manifattura italiana, che destina al Mercosur il 4,3% del proprio export, bloccare l'accesso a questi mercati è considerata una scelta miope che mina la credibilità globale dell'UE. Per mitigare le tensioni, l'UE ha previsto clausole di salvaguardia rigide e un fondo di riserva da 1 miliardo di euro per il periodo 2028-2034 a sostegno dei settori agricoli vulnerabili. Tuttavia, finché la Corte di Giustizia non emetterà il proprio parere, l’intesa rimarrà in un limbo. Il Consiglio dovrà ora decidere se forzare l'applicazione provvisoria della parte commerciale, affrontando un rischio di legittimità democratica che segnerà il futuro di tutti i prossimi trattati internazionali dell'Unione.

Patrick Chiavuzzo