FIRENZE – La Regione Toscana scende in campo con strumenti concreti per gestire la crisi occupazionale generata dalla chiusura di Konecta Paycare, società attiva nel settore del customer care. È stato infatti sottoscritto oggi un accordo di progetto finalizzato al reinserimento collettivo dei 53 dipendenti coinvolti nella procedura di liquidazione e già in cassa integrazione straordinaria per cessazione attività nelle sedi toscane di Monteriggioni (Siena) e Sesto Fiorentino (Firenze).
L'intesa, raggiunta al tavolo convocato dal consigliere regionale per il lavoro e le crisi aziendali, Valerio Fabiani, coinvolge l'azienda, le organizzazioni sindacali, le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) e la Regione stessa. L'obiettivo dichiarato è trasformare una situazione di difficoltà in un'opportunità di riqualificazione e nuovo inserimento lavorativo, attivando le politiche attive del lavoro.
"Ho voluto essere qui oggi per significare ancora una volta l'interesse e il ruolo della Regione. In una situazione difficile come questa, interveniamo con gli strumenti che abbiamo costruito alla luce dell'esperienza dei tavoli di crisi e nel confronto con tutti i protagonisti, a cominciare dalle organizzazioni sindacali", ha dichiarato Fabiani. Al suo fianco operano le strutture specializzate dell'Unità di Crisi e di ART.I (Agenzia Regionale Toscana per l'Impiego) di Firenze e Siena.
Le misure previste dall'accordo rientrano nel quadro del Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), specificatamente nel percorso di "riqualificazione collettiva". Il pacchetto di interventi comprende l'aggiornamento professionale, corsi di formazione qualificata, la certificazione delle competenze e la possibilità di ottenere una qualifica professionale riconosciuta, accompagnata da relative attestazioni di frequenza. Si tratta di uno schema collaudato che la Regione ha attivato per gestire la complessa vertenza, monitorata costantemente attraverso un tavolo di salvaguardia rimasto aperto.
La crisi di Paycare, annunciata a dicembre 2025 con la comunicazione di messa in liquidazione e l'avvio della cassa integrazione straordinaria (CIGS) per tutti i siti italiani a partire dal 1° gennaio 2026, ha colpito un comparto già sotto pressione. Il settore dei contact center sta infatti vivendo una trasformazione profonda, segnata dalla riduzione di alcune commesse e dall'impatto delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale, che ridefiniscono processi e profili professionali. Per il territorio senese, in particolare, la perdita di 35 posti di lavoro rappresenta un colpo significativo.
L'accordo regionale odierno si inserisce in un quadro più ampio di trattative. Recentemente, al tavolo ministeriale, è stato infatti definito un altro protocollo che garantisce la copertura della CIGS fino al 31 dicembre 2026, assicurando continuità di reddito ai lavoratori, e prevede la possibilità del passaggio volontario alla società madre Konecta o l'accesso a incentivi per la mobilità volontaria. L'azienda si è inoltre impegnata a vigilare sull'effettiva attuazione delle politiche attive del lavoro fino a tutto il 2026.
Il percorso avviato oggi in Regione Toscana rappresenta dunque il tassello operativo e territoriale di questa strategia, finalizzato a tradurre la tutela del reddito in concrete opportunità di ricollocazione. L'iniziativa dimostra l'impegno delle istituzioni nel governare la transizione occupazionale, utilizzando il tempo concesso dagli ammortizzatori sociali per costruire percorsi di riqualificazione che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro e valorizzino le competenze delle persone coinvolte.


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