MILANO – Oggi è il giorno decisivo per centinaia di migliaia di contribuenti italiani. Scade infatti il termine per il pagamento del saldo della Rottamazione Quater, la definizione agevolata delle cartelle che ha permesso a famiglie e imprese di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l'imposta capitale, azzerando sanzioni, interessi di mora e aggio della riscossione. Chi non verserà entro oggi quanto dovuto perderà automaticamente tutti i benefici accumulati e, novità di rilievo, non potrà trasferire le pendenze nella nuova Rottamazione Quinquies che sarà attivata a breve.
Un appuntamento cruciale, considerato che per molti contribuenti si tratta dell'ultimo atto di un percorso iniziato anni fa. "Quando si è già arrivati a buona parte del percorso, perdere i benefici per poche rate residue rischia di essere uno degli errori finanziari più costosi che un contribuente possa fare", avverte Carlo Carmine, presidente dell'Osservatorio nazionale Imprese e Fisco.
La Rottamazione Quater ha rappresentato una delle misure più generose degli ultimi anni per la definizione del magazzino debitorio con l'Agenzia delle Entrate Riscossione. Il meccanismo ha consentito di "ripulire" la propria posizione eliminando le voci accessorie che spesso moltiplicano il peso del debito originario, con un risparmio che in molti casi ha superato il 50% dell'importo complessivo.
Con lo sguardo già proiettato al futuro, il governo ha messo a punto la nuova Rottamazione Quinquies, che presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto alla precedente. La novità più rilevante riguarda la dilazione temporale: si passerà dalle 18 rate previste dalla Quater a ben 54 rate bimestrali, distribuite nell'arco di nove anni. Un arco temporale molto più ampio che richiederà alle imprese una gestione finanziaria particolarmente attenta. Il tasso di interesse sarà leggermente più alto, passando dal 2 per cento annuo della Quater al 3 per cento della nuova versione.
Ma la vera rivoluzione riguarda la cosiddetta "clausola di salvaguardia". Nella Rottamazione Quinquies, il contribuente decadrà dai benefici solo al secondo mancato pagamento, introducendo un margine di tolleranza che nella versione precedente non esisteva, se non i canonici cinque giorni di ritardo tecnico. "Il nuovo strumento permette allo Stato di incassare somme altrimenti difficilmente esigibili e alle imprese di regolarizzare la propria posizione senza il peso di sanzioni sproporzionate – commenta Carmine – La rottamazione Quinquies è un passo verso una riscossione più sostenibile, anche se l'estensione del piano a nove anni impone alle aziende una gestione finanziaria estremamente attenta per garantire la continuità dei versamenti nel lungo periodo".
Il meccanismo resta invariato nell'impostazione di fondo: pagare il debito "puro" cancellando sanzioni e interessi. Una formula che, secondo l'Osservatorio, rappresenta un'opportunità per lo Stato di incassare crediti altrimenti di dubbia esigibilità e per i contribuenti di chiudere partite aperte magari da anni. Sempre che, a partire da oggi, non si faccia il passo più lungo della gamba.


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