News | 13 gennaio 2026, 10:19

Polemica sul test di Medicina. Il Partito Popolare del Nord denuncia disparità Nord-Sud nelle graduatorie

Il segretario politico del PPN, Roberto Castelli, attacca il nuovo sistema di accesso nazionale, definendolo "una legge truffa" che penalizza gli studenti settentrionali e distorce il merito.

Polemica sul test di Medicina. Il Partito Popolare del Nord denuncia disparità Nord-Sud nelle graduatorie

È scontro politico sull’accesso alle facoltà di Medicina. Il Partito Popolare del Nord lancia un attacco durissimo contro il nuovo sistema delle graduatorie nazionali per il test d’ingresso, definendolo un meccanismo distorto che svantaggia sistematicamente gli studenti del Nord Italia. In una conferenza stampa tenuta a Lecco, il segretario politico del partito, Roberto Castelli, ha denunciato quella che non esita a chiamare "una truffa delle graduatorie nazionali e meridionaliste".

La polemica si accende a seguito della pubblicazione delle prime classifiche con il nuovo sistema introdotto lo scorso anno, che prevede appunto una graduatoria valida su tutto il territorio nazionale. Secondo Castelli, i risultati sarebbero eloquenti e confermerebbero i timori già espressi in estate: i voti più alti si concentrerebbero in maniera "abnorme" in soli quattro atenei del Sud – Napoli, Bari, Catania e Catanzaro – lasciando il resto del Paese, e in particolare il Nord, "tagliato fuori da un accesso equo e trasparente alla professione medica".

"Questa non è meritocrazia, è un allarme", afferma Castelli, rivelando toni accesi. "Questa estate, quando era uscita la nuova legge sull'accesso a numero chiuso, avevamo denunciato come questa legge fosse una legge truffa. Purtroppo siamo stati facili profeti. I 'somari' di tutto il Nord restano sempre dietro". Il dirigente politico attribuisce la responsabilità di questa situazione a quello che definisce un controllo "centralista e meridionale" del potere a Roma, ma la sua rabbia è diretta anche verso i cittadini delle regioni settentrionali: "Sono veramente arrabbiato con tutti quei padani che come pecoroni subiscono queste angherie senza colpo ferire".

Il cuore della denuncia risiede nell'accusa di una disparità di giudizio tra i diversi istituti scolastici italiani, che porterebbe a voti di maturità mediamente più alti in alcune aree del Sud, garantendo così un vantaggio decisivo nella graduatoria nazionale unica. Questo meccanismo, secondo il PPN, vanificherebbe il merito reale degli studenti e rischierebbe di precludere l'accesso alla facoltà di Medicina a intere generazioni di ragazzi del Nord. "Bene, purtroppo i 'somari' di tutto il Nord restano sempre dietro", ha ironizzato amaramente Castelli, esortando i concittadini a "svegliarsi, se non per loro, almeno per i loro figli, che sappiano che da oggi i vostri figli alla Facoltà di Medicina se la sognano".

L'intervento del Partito Popolare del Nord riapre un dibattito annoso sull'equità territoriale nel sistema universitario italiano, che va ben oltre le borse di studio regionali o i programmi di mobilità internazionale . Toccando un nervo scoperto che lega istruzione, opportunità e percezione di disparità tra le regioni, la questione sollevata dal PPN è destinata a riaccendere il confronto politico. La sfida per le istituzioni sarà quella di analizzare i dati e fornire risposte chiare, dimostrando che il sistema premia effettivamente il merito e le capacità individuali, ovunque esse vengano formate, per garantire un diritto allo studio veramente equo in un settore cruciale come quello medico.

Redazione