News | 07 gennaio 2026, 16:58

Buoni da 350 euro ai dipendenti sanitari. Bitonci risponde alle critiche, "Nessun favore all'e-commerce"

L'assessore allo Sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci difende la misura di welfare integrativo per oltre 64.000 lavoratori della sanità. In arrivo una campagna per ampliare la rete dei negozi fisici convenzionati e una futura gara con criteri a favore del commercio di prossimità.

Buoni da 350 euro ai dipendenti sanitari. Bitonci risponde alle critiche, "Nessun favore all'e-commerce"

Venezia – Una misura di welfare che deve essere un supporto al potere d'acquisto dei dipendenti pubblici, non un "favore alle multinazionali del commercio online". Con queste parole l'assessore regionale allo Sviluppo economico e Commercio del Veneto, Massimo Bitonci, è intervenuto oggi per chiarire la natura e gli obiettivi dei buoni acquisto da 350 euro destinati al personale del Servizio Sanitario Regionale (SSR), dopo che la misura era stata oggetto di critiche sulla stampa locale .

"Questa misura era nata da una scelta condivisa con le organizzazioni sindacali nell’ambito delle risorse previste dalla legge regionale", ha spiegato Bitonci, sottolineando che il fine ultimo è "sostenere concretamente il potere d’acquisto di oltre 64 mila lavoratori della sanità veneta" . L'assessore ha tuttavia voluto precisare che, pur trattandosi di un intervento di welfare e non di politica commerciale, "ciò non significa che sia neutro rispetto al territorio" .

La replica di Bitonci è stata netta nel confutare l'idea che i buoni possano essere spesi solo su piattaforme di e-commerce. "La piattaforma è digitale per garantire semplicità, trasparenza e rapidità di gestione, ma la spendibilità è strutturalmente pensata per includere gli esercizi commerciali sul territorio, compresi quelli di vicinato", ha dichiarato . L'assessore ha ribadito che "non esiste alcuna scelta della Regione che favorisca un canale piuttosto che un altro" .

Al contrario, Bitonci ha rimarcato come "la tutela del commercio di prossimità rappresenta una priorità politica chiara di questa Giunta", definendo i negozi di vicinato un patrimonio insostituibile per la funzione economica, sociale e di presidio dei centri urbani che svolgono .

Per tradurre questa priorità in azioni concrete, l'assessore ha annunciato iniziative già in corso. "Su mia indicazione e su mandato della Giunta regionale e del Presidente Stefani, è già allo studio una soluzione per rafforzare ulteriormente l’utilizzo dei buoni presso i negozi fisici", ha rivelato . Tale soluzione passerà attraverso "una campagna mirata di ampliamento della rete degli esercenti convenzionati, in collaborazione con le associazioni del commercio su sede fissa" .

L'orizzonte temporale della misura è presentato come sperimentale e orientato al miglioramento. Bitonci ha precisato che "questa prima applicazione ha una durata limitata e sperimentale, proprio per consentire una valutazione puntuale degli utilizzi" . Le osservazioni raccolte in questa fase influenzeranno il futuro: "Per il prossimo bando, le richieste avanzate dalle associazioni del commercio di prossimità saranno tenute in considerazione, introducendo criteri che valorizzino maggiormente la rete fisica e la capillarità territoriale" .

L'intervento si colloca in un momento di transizione per la finanza regionale, con il Consiglio Veneto che lo scorso settembre aveva autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio 2026 in attesa della formazione della nuova Giunta dopo le elezioni regionali di novembre . L'assessore Bitonci ha quindi concluso tracciando una linea ideale che unisce welfare e sostegno all'economia reale: "Sostenere i lavoratori del SSR e rafforzare il commercio di vicinato non sono obiettivi alternativi, ma due facce della stessa strategia: difendere il potere d’acquisto, mantenere ricchezza sul territorio e sostenere l’economia reale delle nostre città" .

Redazione