News | 05 novembre 2026, 18:00

Da novembre a Natale, tre appuntamenti per le partite Iva: Inps, Iva e acconto

Dal 16 novembre con i contributi di artigiani e commercianti al 28 dicembre con l'acconto Iva: importi, codici e date da segnare in agenda.

Da novembre a Natale, tre appuntamenti per le partite Iva: Inps, Iva e acconto

Chi ha partita Iva sa che il fisco non si ferma con le dichiarazioni. Da metà novembre a Natale il calendario propone tre appuntamenti ravvicinati, tra contributi, Iva e acconti, che vale la pena segnare in agenda per non farsi trovare impreparati.

Il primo è lunedì 16 novembre, giorno della terza rata dei contributi Inps per artigiani e commercianti. Il minimale di reddito per il 2026 è di 18.808 euro, contro i 18.555 del 2025. Sul minimale, il contributo annuo è di 4.521,36 euro per gli artigiani (4.513,92 per l'Ivs più 7,44 di maternità) e di 4.611,64 euro per i commercianti (4.604,20 più 7,44). Per periodi inferiori all'anno si applica l'importo mensile, pari a 376,78 euro per gli artigiani e 384,31 euro per i commercianti. Lo stesso 16 novembre si versa l'Iva mensile di ottobre, con F24 e codice tributo 6010, mentre i contribuenti trimestrali pagano l'Iva del terzo trimestre con il codice 6033. Scadono anche le ritenute Irpef sul lavoro dipendente e i relativi contributi dei sostituti d'imposta.

Il secondo gruppo di scadenze arriva a fine mese. Il 25 novembre sono dovuti gli elenchi Intrastat mensili per le operazioni intracomunitarie di ottobre. Il 30 novembre, oltre al secondo acconto delle imposte sui redditi, va trasmessa la Lipe, la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva del terzo trimestre, cioè luglio-settembre. Chi emette fatture elettroniche deve inoltre ricordare l'imposta di bollo relativa al terzo trimestre.

Il terzo appuntamento, lunedì 28 dicembre, è l'acconto Iva. Il termine ordinario del 27 dicembre cade di domenica e quindi slitta al giorno successivo. Il versamento avviene con F24 e può essere calcolato con il metodo storico, quello previsionale o quello basato sulle operazioni effettivamente effettuate. Non tutti i titolari di partita Iva sono tenuti a pagarlo: sono previsti casi di esonero, da verificare con il proprio consulente.

C'è infine una scadenza che guarda già al 2027. Chi invia la dichiarazione dei redditi oltre il 2 novembre ha tempo fino al 1° febbraio 2027 per presentarla come tardiva, e non omessa, con sanzione ridotta. Il consiglio resta quello di costruire per tempo un piccolo scadenzario di cassa: concentrare nello stesso periodo contributi, Iva e imposte può mettere sotto pressione la liquidità, soprattutto nei settori con incassi irregolari.

In pratica, conviene trasformare queste date in un calendario operativo personale, con promemoria alcuni giorni prima di ciascuna scadenza e una stima degli importi da accantonare mese per mese.

REDAZIONE