Una misura che non porta nuove entrate né nuove spese allo Stato, ma che potrebbe stravolgere l’intera filiera del libro. È la posizione del Sindacato Italiano Librai (Sil) Confesercenti sull’articolo 105 del disegno di legge di Bilancio, che introduce per gli editori l’obbligo di rendere disponibili i libri di testo scolastici e universitari in versione digitale stampabile, a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto all’edizione cartacea.
Per il presidente del Sil, Antonio Terzi, si tratta di un provvedimento estraneo agli obiettivi finanziari della manovra e dall’impatto potenzialmente dirompente su autori, case editrici, distributori, librerie e cartolibrerie. Queste ultime, secondo il sindacato, rischiano di uscirne decimate e di trasformarsi di fatto in semplici copisterie, senza che le famiglie ottengano in cambio un vero risparmio.
Terzi critica soprattutto il metodo: un intervento di questa portata è stato introdotto senza alcun confronto preventivo con gli operatori e senza una valutazione adeguata delle conseguenze. Si modificano per legge gli equilibri economici e distributivi di un comparto già in difficoltà, osserva il presidente, senza stanziare risorse aggiuntive a sostegno delle famiglie. A pagare il prezzo più alto sarebbe la rete delle librerie indipendenti e delle cartolibrerie di prossimità.
C’è poi la questione dei costi per i consumatori. Secondo il Sil, acquistare la licenza digitale e stampare il testo in autonomia non garantisce alcun risparmio e nella quasi totalità dei casi porta anzi a una spesa sensibilmente più alta. In altre parole, i costi della stampa verrebbero scaricati sugli studenti e quelli della trasformazione del mercato sulle imprese, con il rischio di sacrificare anche la qualità e la funzionalità dei testi cartacei.
Il sindacato segnala inoltre altri possibili effetti collaterali: un ridimensionamento del mercato dell’usato, oggi importante occasione di risparmio e di riutilizzo dei libri, criticità sul fronte della tutela del diritto d’autore e un ulteriore incentivo alle riproduzioni non autorizzate.
Da qui le richieste avanzate dal Sil: il ritiro della norma e la convocazione urgente di un tavolo interministeriale, più volte sollecitato e mai avviato in questa legislatura. Le soluzioni per sostenere le famiglie e rendere accessibili i libri scolastici esistono, sottolinea Terzi, ma vanno costruite con il dialogo tra tutte le componenti della filiera, senza mettere a rischio un intero settore economico e una rete di presidi culturali diffusi sul territorio.


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