News | 03 novembre 2026, 10:00

Ingegneria, la laurea magistrale diventa abilitante: addio all'esame di Stato

Ingegneria, la laurea magistrale diventa abilitante: addio all'esame di Stato

La laurea magistrale in ingegneria si prepara a prendere il posto dell'esame di Stato. Il percorso è quasi concluso e la novità è stata al centro del 70° Congresso nazionale degli ingegneri di Trieste, come riporta oggi Il Sole 24 Ore. Il tavolo tecnico al Ministero dell'Università e della Ricerca dovrebbe chiudere i lavori a ottobre. Seguiranno un Dpr e un decreto ministeriale, con l'obiettivo di partire già dal prossimo anno accademico.

La base normativa è l'articolo 4 della legge 8 novembre 2021, n. 163. La legge ha introdotto le lauree abilitanti per diverse professioni, tra cui odontoiatri, veterinari e psicologi. Consente inoltre di estendere il modello ai titoli che oggi danno accesso a un esame di Stato senza tirocinio dopo la laurea. L'estensione avviene con regolamenti adottati su proposta del Mur, di concerto con il ministero che vigila sulla professione. Per i medici la laurea è abilitante già dal 2020.

Nel concreto, il corso magistrale includerà un tirocinio pratico-valutativo, indicato in 9 CFU, seguito da una prova su temi professionali e ordinistici. Sarà questo passaggio a sostituire l'esame di Stato. Le classi coinvolte sono ventuno, tra cui ingegneria civile, della sicurezza, per l'ambiente e il territorio, aerospaziale, chimica, elettrica, meccanica, navale, dell'automazione, informatica, delle telecomunicazioni, biomedica e gestionale. Le lauree triennali restano fuori.

La riforma porta con sé anche un riassetto dell'albo, oggi regolato dal Dpr 328/2001 con due sezioni e tre settori (civile e ambientale, industriale, dell'informazione). La sezione B degli ingegneri junior è destinata a scomparire gradualmente. I settori passeranno da tre a cinque, aperti soltanto ai laureati magistrali e ridisegnati in base alle nuove classi di laurea.

Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Angelo Domenico Perrini, ha parlato di una conquista per i giovani, che potranno entrare prima nel mondo del lavoro. Per gli studi professionali e le imprese significa poter assumere neolaureati che possono iscriversi subito all'albo, senza i mesi di attesa legati alle sessioni d'esame.

Restano da chiarire diversi aspetti. Uno è il regime transitorio per chi è già iscritto o sta per laurearsi. Un altro è il modo in cui gli atenei organizzeranno i tirocini. Resta aperto anche il ruolo degli Ordini nella commissione della prova finale. Le risposte arriveranno con il regolamento attuativo.

Andrea Nano