Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili entrano sempre più nella gestione delle piccole e medie imprese: non solo presidio previsto dal Codice della crisi, ma strumento per leggere tempestivamente l’andamento economico e finanziario, individuare squilibri e intervenire prima che una difficoltà si trasformi in crisi. È il tema al centro del confronto promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, insieme a Camera di Commercio e Unione Industriali, in programma il 22 settembre.
PMI, obbligo proporzionato alle dimensioni
Il riferimento è l’articolo 2086 del Codice civile, che impone agli imprenditori che operano in forma societaria o collettiva di dotarsi di assetti adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa, per rilevare tempestivamente la crisi e la perdita della continuità aziendale. Il Codice della crisi prevede inoltre per l’imprenditore individuale misure idonee a intercettare le difficoltà. Per le Pmi, la proporzionalità è quindi centrale: procedure, controlli e flussi informativi devono essere calibrati sulla struttura aziendale, senza replicare modelli propri delle grandi società. Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha predisposto check-list operative. La rilevanza del tema riguarda un tessuto produttivo composto in larga parte da realtà di piccola dimensione: secondo Istat, nel 2022 le microimprese fino a 9 addetti rappresentavano il 94,9% delle imprese attive nell’industria e nei servizi di mercato, impiegando il 42,3% degli addetti e generando il 27,2% del valore aggiunto.
Controllo dei numeri e rapporto con le banche
Per le imprese più piccole, l’adeguatezza degli assetti passa dalla disponibilità di informazioni tempestive su ricavi, costi, margini, debiti, liquidità e fabbisogno finanziario. Il monitoraggio dei flussi di cassa consente di individuare squilibri prima che incidano sui pagamenti. Il tema si intreccia anche con il rapporto bancario: una struttura amministrativa capace di produrre dati aggiornati rende più trasparente la situazione economico-finanziaria dell’impresa e facilita la valutazione del merito creditizio. Al convegno di Napoli saranno affrontati anche finanza sostenibile, rendicontazione di sostenibilità, trasferimenti d’azienda e modelli organizzativi previsti dal decreto legislativo 231/2001. Il quadro si inserisce in un sistema imprenditoriale che continua a crescere: secondo Movimprese, nel 2025 il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato positivo per 56.599 imprese, con uno stock complessivo di 5.849.524 attività registrate.






