Il Governo prepara un pacchetto di incentivi per rendere più conveniente il rinnovo del concordato preventivo biennale da parte di professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese. Le misure, inserite nel decreto Omnibus correttivo della delega fiscale, puntano a rafforzare il rapporto collaborativo tra contribuenti e Amministrazione finanziaria attraverso semplificazioni e riduzione degli adempimenti.
Il sistema di “premi fedeltà” riguarderebbe le partite Iva che confermeranno l’adesione al biennio 2026-2027. Tra le agevolazioni allo studio figura l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti Iva fino a 100 mila euro e per quelli relativi alle imposte dirette e all’Irap fino a 70 mila euro. La stessa soglia potrebbe applicarsi ai rimborsi Iva. Prevista inoltre una riduzione di due anni dei termini per gli accertamenti fiscali e l’eliminazione degli interessi sulle rate dei versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi. Resta in valutazione il ravvedimento speciale per regolarizzare le annualità precedenti.
Tax Control Framework, proroga per le imprese e ampliamento della compliance fiscale
Il decreto dovrebbe intervenire anche sul Tax Control Framework (Tcf), il sistema di controllo del rischio fiscale necessario per accedere al regime di adempimento collaborativo. La certificazione, oggi prevista entro il 30 settembre 2026, potrebbe slittare al 31 dicembre 2026 per consentire alle imprese interessate ulteriori verifiche.
La riforma fiscale punta ad ampliare progressivamente la cooperative compliance: attualmente possono accedere al regime le aziende con ricavi o volume d’affari almeno pari a 500 milioni di euro, mentre dal 2028 la soglia scenderà a 100 milioni. È prevista inoltre la possibilità di adesione volontaria anche per altre imprese attraverso sistemi interni di gestione del rischio fiscale. Per le aziende aderenti potrebbe arrivare anche una procedura per regolarizzare eventuali violazioni pregresse con il pagamento delle imposte dovute fino a un massimo di 20 rate trimestrali.
Pos e registratori telematici, verso sanzioni più proporzionate
Tra gli interventi allo studio rientra la revisione delle sanzioni legate al collegamento tra Pos e registratori telematici, operativo dall’inizio dell’anno. Secondo le stime diffuse dal Governo, nel primo semestre il nuovo sistema avrebbe generato circa 160 milioni di corrispettivi aggiuntivi rispetto alle previsioni, facendo emergere una base imponibile pari a 9,1 miliardi di euro.
L’Esecutivo valuta ora una distinzione tra errori tecnici e violazioni sostanziali. Tra le ipotesi parlamentari figurano una tolleranza del 5% nelle differenze tra pagamenti elettronici e corrispettivi trasmessi, una sanzione di 20 euro per errore con limite massimo annuo di 500 euro e una sanzione fissa di 200 euro per il mancato collegamento tra Pos e registratore telematico, fino a 2.000 euro annui.
La scadenza per aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027 resta fissata al 2 novembre 2026.


Mario Gentile



