News | 24 luglio 2026, 13:00

Dal 2 agosto scattano gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act

Dal 2 agosto scattano gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act

Dal 2 agosto occhio a come si usa l’intelligenza artificiale in azienda. Chi non rispetta gli obblighi di trasparenza rischia infatti sanzioni pesanti, che possono anche raggiungere il 3% del fatturato mondiale dell’anno precedente o i 15 milioni di euro anche se, nel caso delle PMI o delle start up, l’AI Act (il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale) specifica che il regime sanzionatorio sarà proporzionato.

“Trasparenza” per l’AI Act significa che le persone devono sempre in grado di riconoscere i contenuti prodotti dall’IA o se stanno interagendo con una macchina. Per rendere operativa questa richiesta, la Commissione Europea ha pubblicato le linee guida per il rispetto dell’articolo 50 dell’AI Act dedicato alla trasparenza.

Dal 2 agosto, diventa così obbligatorio fare in modo che chi interagisce con delle macchine di IA ne sia consapevole e marcare chiaramente i deepfake. Inoltre, chi progetta sistemi di intelligenza artificiale deve assicurarsi che gli utenti siano avvisati quando interagiscono con sistemi che riconoscono le emozioni o che usano strumenti biometrici, che i testi che stanno leggendo (soprattutto quelli che riguardano questioni di interesse pubblico) sono stati redatti da sistemi di IA senza che vi sia stata una revisione umana o un controllo editoriale, o infine che si trovano davanti a deepfake.

Lo spirito della norma – nelle parole della Commissione UE - è quello di mantenere inalterata la fiducia “nell’ecosistema dell’informazione”.

Le linee guida specificano in maniera dettagliata le procedure per identificare i contenuti generati o manipolati dall’IA, con particolare attenzione alla marcatura dei deepfake e dei testi sintetici. Sono previste comunque alcune eccezioni, come la ricerca scientifica, l’uso personale non professionale, alcune produzioni satiriche o artistiche, ed infine le attività dei corpi polizia. L'obiettivo primario è sempre quello di mitigare i rischi di disinformazione e frode, promuovendo un uso dell'IA che sia davvero affidabile.

In pratica, dal 2 agosto le organizzazioni soggette agli obblighi di trasparenza devono ricordarsi che la segnalazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale non è più solo una questione di rispetto verso gli utenti, ma un obbligo normativo sanzionabile.

Ogni azienda, piccola e grande, dovrebbe a questo punto realizzare un inventario dei suoi utilizzi dell’IA, per capire se tali usi ricadono sotto la prescrizione dell’articolo 50 e per evitare il rischio di sanzioni.

Andrea Carobene