Un nuovo capitolo si apre per la tutela del patrimonio naturale della Sicilia orientale. L'assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente ha dato ufficialmente il via alla fase partecipativa per l'istituzione di due nuove aree protette: la riserva naturale orientata "Valle dell'Ossena" e la riserva naturale orientata "Valle del Loddiero". Dopo il via libera del Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale (Crppn), le proposte approdate all'attenzione dell'Esecutivo entrano ora nella fase di consultazione pubblica, un passaggio fondamentale per coinvolgere le comunità locali nella costruzione della gestione futura di questi beni comuni.
Le delibere proposte saranno pubblicate negli albi pretori dei Comuni interessati, dando così avvio a un processo di ascolto e confronto che coinvolgerà cittadini, associazioni, portatori di interesse e tutti coloro che desiderano contribuire con osservazioni e suggerimenti. Un'opportunità per arricchire il percorso istituzionale con le conoscenze e le sensibilità di chi vive quotidianamente questi territori.
"Questa fase è cruciale per garantire che l'istituzione delle riserve rispecchi le esigenze e le conoscenze delle comunità locali", ha dichiarato l'assessore Giusi Savarino. "La pubblicazione negli albi pretori è il primo passo per costruire insieme la gestione futura di questi beni comuni. Invitiamo i cittadini a consultare i documenti tecnici completi disponibili negli uffici comunali competenti e a presentare eventuali osservazioni entro i termini stabiliti dalla legge, contribuendo così alla tutela di un patrimonio naturale unico nel suo genere".
Due aree, due storie di straordinaria bellezza e valore scientifico. La Valle dell'Ossena, con i suoi 2.409 ettari di superficie, si estende tra i territori di Militello in Val di Catania, Francofonte, Lentini e Vizzini. L'area è attraversata dal torrente Ossena, le cui acque hanno scolpito nel tempo un paesaggio di suggestiva potenza: gole profonde, cascate che si gettano in pozze cristalline e pareti di roccia basaltica che si ergono come cattedrali naturali. Ma non è solo la bellezza paesaggistica a rendere questa valle preziosa. Il territorio ospita habitat di interesse comunitario, come le foreste a galleria di salici e pioppi bianchi, e una fauna diversificata che annovera rapaci, mammiferi come l'istrice e specie acquatiche sempre più rare, tra cui il granchio di fiume. Sul fronte geologico, la Valle dell'Ossena rappresenta un vero e proprio libro a cielo aperto, capace di raccontare l'evoluzione dell'altopiano ibleo negli ultimi milioni di anni, attraverso l'alternanza di rocce vulcaniche e sedimentarie ricche di fossili.
La Valle del Loddiero, invece, è un gioiello di dimensioni più contenute – 233 ettari – ma di straordinaria densità di valori. Già riconosciuta come "Ecomuseo" nel 2020, si sviluppa tra Militello in Val di Catania e Scordia. Ciò che rende unica quest'area è la sua eccezionale successione stratigrafica, tra le più complete dell'intero altopiano ibleo, dove vulcaniti e rocce carbonatiche del Pliocene e Pleistocene si alternano in una sequenza che affascina geologi e studiosi da decenni. Gli ecosistemi presenti spaziano dai boschi di quercia bianca alle foreste di leccio, fino alle pareti rocciose caratterizzate da vegetazione casmofitica che si aggrappa alla roccia viva. Ma la Valle del Loddiero è anche un santuario per la fauna protetta: qui trovano rifugio il falco pellegrino e l'aquila di Bonelli, insieme a rettili e anfibi endemici che popolano gli ambienti umidi. Il progetto europeo Life Conrasi ha già messo in luce l'importanza strategica di quest'area per la conservazione dei rapaci, confermandone il ruolo chiave nel corridoio ecologico della Sicilia sud-orientale.
Con l'avvio della fase partecipativa, la Regione Siciliana compie un passo decisivo verso la tutela effettiva di questi due scrigni di biodiversità. Le osservazioni che perverranno nei prossimi mesi contribuiranno a definire i modelli di gestione più adatti, in un percorso che punta a coniugare la conservazione della natura con lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Una sfida che si gioca sul campo della partecipazione, dove ogni contributo può fare la differenza per preservare un patrimonio che appartiene a tutti.


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