I saldi estivi, scattati il 4 luglio nella maggior parte delle regioni italiane, hanno confermato il loro ruolo di appuntamento chiave per il commercio al dettaglio. Secondo le stime di Confesercenti-Ipsos, circa sette italiani su dieci avevano programmato almeno un acquisto durante il periodo degli sconti, con una spesa media prevista di poco superiore ai 200 euro. Un dato che ha evidenziato una buona propensione ai consumi, pur in un contesto caratterizzato da maggiore attenzione ai bilanci familiari.
L'indagine aveva messo in luce anche differenze significative tra territori e fasce di consumatori.
Nel Nord-Ovest la spesa media programmata risultava sensibilmente più elevata rispetto al Mezzogiorno, mentre gli uomini avevano dichiarato un budget medio superiore a quello delle donne, concentrando gli acquisti soprattutto su calzature e abbigliamento sportivo. Le consumatrici, invece, avevano privilegiato capi d'abbigliamento, accessori e borse.
Tra gli articoli più richiesti si sono confermate le scarpe, seguite da t-shirt, top, maglieria leggera, pantaloni e abiti estivi. Una graduatoria che conferma come i saldi siano sempre più utilizzati per acquisti pianificati, destinati a rinnovare il guardaroba, piuttosto che per spese impulsive. Il quadro complessivo ha comunque evidenziato un consumatore prudente.
Oltre la metà degli intervistati aveva previsto una spesa sostanzialmente invariata rispetto al 2025, mentre quasi un terzo aveva dichiarato l'intenzione di ridurre il budget, soprattutto a causa dell'aumento del costo della vita e della necessità di contenere le spese familiari. A incidere è stato anche il fenomeno dei cosiddetti "presaldi", con numerose promozioni anticipate che hanno spinto molti clienti ad acquistare prima dell'avvio ufficiale della stagione degli sconti.
Per il settore moda, i saldi hanno rappresentato ancora una volta un passaggio strategico per favorire lo smaltimento delle collezioni primavera-estate e sostenere i ricavi in un mercato che continua a confrontarsi con consumi selettivi, concorrenza dell'e-commerce e margini sempre più compressi. Per gli operatori del commercio, la sfida resta quella di coniugare politiche promozionali efficaci con la tutela della redditività delle imprese.


Marta Zanni



